Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto medico: se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

domenica 13 maggio 2018

...si apre un portone: Gabriele.

Per spiegarvi il mio "portone", vi lascio le parole di Patrizia Pezzarossa su Visione Alchemica:

James R. Eads - The Love we share

http://www.visionealchemica.com/arrivera-quella-persona-nel-viaggio/#sZWiqx5iJJ1UjE59.99



ARRIVERÀ QUELLA PERSONA… E’ NEL TUO VIAGGIO!

Arriverà quella persona e non la riconoscerai neppure, lei si farà riconoscere! Passerà del tempo dal primo incontro ma è scritta nel tuo viaggio e quando la rivedrai, guardando nei suoi occhi, troverai qualcosa di famigliare, qualcosa che già conosci… è dentro di te!
Incontrerai il suo sguardo birichino e sincero, come ritrovare una parte di te bambina/o, e sentirai un flusso di energia calda e avvolgente ma non sarai ancora convinta/o!
Troppo dolore ottenebra il cuore, le delusioni, i rimpianti, gli errori, ma quella persona è stata inviata per far pulizia nel tuo cuore, come un vento che spazza via le nuvole lei riuscirà a far brillare ancora il tuo cuore ed i tuoi occhi!
Se poi… come siamo bravi noi a vedere le sincronicità, scorrerai i fotogrammi dell’incontro, penserai a come il “Caso” vi ha fatto incontrare e troverai risposte che non avevi chiesto!
Le storie si raccontano ed intrecciano trovando altri “casi” strani, similitudini, stessi dolori, stesse ferite, ti rendi conto che era scritto anche nel suo viaggio, incontrarsi per guarirci a vicenda con quella forza dell’Amore che ancora c’è, nonostante tutto!
Sarà allora che ci prenderemo per mano donandoci finalmente quell’Amore che avevamo sempre cercato, e sarà allora che ricorderemo di avere iniziato a darlo noi a noi stessi, ormai disillusi, l’attenzione si era rivolta dentro, avevamo cominciato ad amare noi stessi, io per me sola/o, ormai ho chiuso la porta del cuore, mi prenderò cura di me! Ma la porta del cuore non si chiude mai, è impossibile non ha una serratura!
Arriverà quella persona e sarà molto simile a te, ti darà ciò che tu davi ad altri e non avevi in cambio, come se avessi seminato in un campo e i fiori germogliassero in un altro, strana la vita, ciò ti fa comprendere che non si sbaglia mai a dare Amore e che proprio quando non ti aspetti più nulla, ciò che hai donato torna. Torna a te tutto l’Amore di cui sei stata/o capace!
In un giorno qualsiasi, quando tutta la tua attenzione sarà in te, quando avrai esaurito tutti i tuoi desideri, la Vita porterà la persona giusta, quella che c’è veramente al tuo fianco, nelle difficoltà come nella spensieratezza, senza nessun giuramento, camminando insieme per un tratto di questo viaggio meraviglioso o fino alla fine!
Grazie Vita!
Patrizia Pezzarossa
Om Shanti Amen
Testi di Visione Alchemica
®Riproduzione consentita con citazione della fonte.


Chiusa una porta...

Ciao a tutti, sclerosette e sclerosette di tutto il mondo e non. Auguri a tutte le mamme. Quanto tempo ho aspettato per tornare qui: del resto, un restauro emotivo, ne richiede senza date di scadenza ed io mi sentivo come bloccata, imbavagliata e con le mani legate rispetto al mio blog. Essere sinceri avrebbe comportato la sofferenza di una persona e non è nelle mie corde. Anche io sentivo la necessità di un restauro emotivo: i pensieri sono stati molti, le azioni concitate e la nuova vita mi ha catapultato nella realtà che ho a lungo ho desiderato. Del resto, mi ero affidata al mio mentore del cuore, Albert Einstein, e lui non mi ha deluso. Mi aveva detto di connettermi sulla frequenza che io desideravo. E così ho fatto. Le parole giuste potrei non trovarle.


A novembre scorso Max ed io ci siamo lasciati dopo nove anni. Sono tornata a casa mia con le bassotte e ho ricominciato da capo, dopo aver impacchettato tutte le mie cose da sola. Il passo più difficile è stato accettare che la nostra storia fosse finita. Visto quello che avevamo passato insieme, pensavo che sarebbe durata per sempre. Avevo paura di cambiare, di stare sola, ma quando ho preso coraggio e mi sono buttata, ho ricevuto quello che desideravo:). 
Potrei spendere tante parole a ricordare i momenti felici, l'aiuto che mi ha dato nel momento più brutto della mia vita, ma anche le motivazioni che mi hanno portato ad andar via, ma preferisco fermarmi qui. 



“Con il tempo, impari la sottile differenza che c’è tra prendere qualcuno per mano e incatenare un’anima”.

(Jorge Luis Borges)






venerdì 19 gennaio 2018

domenica 19 novembre 2017

9 anni: Buon Compleanno Sclerosette!



Miaooooo. In quel di Dublino faccio tanti auguri al mio blog Sclerosette che oggi compie nove anni:). Il regalo più bello: la mia amica Valentina di scuola che si è iscritta al blog dalla nostra stanza d'albergo qui. Non c'abbiamo pensato prima perché tu ed io ci frequentiamo. Grazie Valentina superfollower!!! Un altro regalo è stato quello di rivedere la mia amica di scuola interpreti, Lucia, ormai dublinese d'adozione. Anche Lucia si è iscritta a Sclerosette: grazie Lucia!!! Che bello rivederti. Grazie a tutti i lettori! Vi voglio bene.
Giuliana



domenica 5 novembre 2017

Diritto alla depressione con elogio della rabbia


Su un muro a Roma, Primavalle.

Ciao a tutti, belli, brutti, arrabbiati-depressi e non.
Oggi sono depressa e lo sono da qualche tempo per vari motivi. Di solito, quando sono giù di morale cerco di tirarmi su guardando video divertenti, proprio come mi ha insegnato Norman Cousins. http://sclerosette.blogspot.it/2016/02/la-terapia-della-risata.html
Oggi però 'sti gran cazzi: so' depressa?! È un mio diritto stare spalmata sul divano col pigiama e i capelli arruffati! A questo proposito vi racconto una storia che mi è realmente accaduta. Qualche hanno fa, dopo la diagnosi e l'interruzione di gravidanza, (avvenimenti, che a mio avviso, mi conferiscono di diritto la patente per la depressione cronica e l'incazzatura a scoppio:)), mi reco in un negozio in via Cola di Rienzo - Max Mara - per trovare un vestito adatto al matrimonio di mio cugino Roberto. Ero con Max e mia madre, entrambi desiderosi che l'altro non scegliesse un vestito di cattivo gusto (secondo il loro modesto parere...) e una commessa desiderosa di trovarmi un vestito a tutti i costi. Nel frattempo, io avevo smesso di fumare e preso qualche chilo in più e, guardandomi allo specchio, non mi piacevo con nulla addosso. Voglio dire: la diagnosi, l'interruzione di gravidanza, i chili in più...immaginate la scontentezza nel guardarmi. Così, mentre mi guardo allo specchio, ho la malaugurata idea di dire ad alta voce che "ero depressa per i chili di troppo". Apriti cielo! La commessa mi fa una paternale sul fatto che non si scherza sulla depressione, che è una malattia seria e c'è gente che ne soffre, quindi con quale diritto io la chiamo in causa per un po' di peso in più e per il fatto di non trovare un vestito adatto. Se non fossi stata una cliente mi avrebbe preso a pizze. Tutto questo avveniva davanti a Max e mia madre che non hanno detto nulla, come me del resto. Io, mentre l'ascoltavo, mi è passato più volte per la mente di dirle: "Guarda che c'ho la sclerosi multipla e se mi va di deprimermi per qualche chilo di troppo è un mio diritto. E non rompermi il cazzo!". E invece sono stata lì zitta e non ho replicato perché da che mondo e mondo non si spara sulla Croce Rossa, e in quel momento, la Croce Rossa era proprio lei. Pensate a come si sarebbe sentita? Sarebbe stata la classica figura di merda che ti ricordi tutta la vita: una ramanzina fuori luogo alla persona sbagliata. Ed è proprio questo che ho pensato: "Non fa niente, commessa zelante di Max Mara, vai a raccontare alle tue colleghe appena me ne vado che hai appena servito la classica scontenta ragazza che ha tutto e non lo sa!
La mia rabbia, che a volte mi ha fatto perdere le staffe in questi anni, mi ha pure salvato: è vero che la rabbia è disfunzionale, ti danneggia e rovina i tuoi rapporti, ma quando tendi alla depressione e alla tristezza, la rabbia diventa la forza propulsiva che ti fa andare avanti e che ti tira su. Certo, trasformiamola in creatività, azione e curiosità e se qualcuno non conosce la vostra storia e le vostre pene, non fate come me, diteglielo che al cavaliere nero non je devi caca' er cazzooooooo!

giovedì 2 novembre 2017

Serata malinconica

Ciao sclerosette/i di tutto il mondo e non. Eccoci qua, dopo tanto tempo. Ormai sono una ragazza attempata, ho da fare: lavoro, casa, varie ed eventuali e, a volte, ho come l'impressione di scappare dal blog, (altre non ho proprio tempo!), come se fosse un specchio nel quale non voglio guardarmi. Tante cose son cambiate da quando ho scritto il primo post, nove anni fa. Spero che abbiate sentito la mia intervista a Radio Godot. L'emozione è stata così tanta che ho forse dimenticato di dire qualcosa di importante: il fatto di essere guarita dalla "paura" della malattia. La paura, è una sega mentale, ed io ho avuto molta paura della SM, dei sintomi, di peggiorare, di restare sola...e così e per questo motivo ho acconsentito al suicidio assistito dell'interferone che mi ha tolto tante cose belle tra cui la possibilità di una gravidanza. A volte vorrei venire qui e urlarlo, eppure non lo faccio. Ho deciso di cambiare: affrontare le difficoltà e pure stare male, se serve. È che a volte le parole non possono spiegare i sentimenti: le parole concrete, che suonano, che si scrivono o si dicono, non possono rappresentare i sentimenti che fuggono, gli stati d'animo impalpabili.

"Raccontami una storia", dipinto su un muro in zona Primavalle.

Ritornando alla parola "guarire", sembra di doverla sempre utilizzare con le pinze. Io stessa ho fatto fatica ad usarla e a dirmi che, sí ero guarita, poiché da anni non ho sintomi. Eppure quando qualcuno la usa mi sento a disagio, quasi fosse un sacrilegio, una bugia, una follia. Del resto, le risposte brevi non esistono, mentre invece, spesso, gli interlocutori desiderano una risposta breve ad una domanda complessa. Cari voi, che a volte mi chiedete se sono guarita, guardandomi con sospetto, allora vi dico che sì, sono guarita dalla paura della malattia. E questo va molto al di là dell'essere semplicemente guarita. Se poi vogliamo essere speciosi, fiduciosi e per nulla superstiziosi, allora vi dico che non ho sintomi da molti anni, non vado ormai più dal neurologo da tempo e ho dimenticato l'ultima risonanza. Ci vuole coraggio a prendersi la responsabilità della propria salute.
State belli e coraggiosi.

Caspar David Friedrich - Le bianche scogliere di Rügen. (Ci sono stata!)
Un tentativo di descrivere i sentimenti con un dipinto.