Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto medico: se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

venerdì 20 novembre 2009

eccoci qui!


Buon giorno! Ero così desiderosa di aprire questo blog...non vedevo l'ora e adesso, quasi non so cosa scrivere...e allora comincio dal principio! Come già scritto, ho 30 anni. La sclerosi multipla mi è stata diagnosticata più di un anno fa: il 5 agosto 2008. Tragedia. Ero molto depressa in quel periodo e non ero in forma smagliante, ma proprio non immaginavo un epilogo del genere. In effetti, non ti aspetti mai di scoprire che la causa dei tuoi mali sia una malattia. Non a quest'età! Ricordo la psicologa dell'ospedale che cercava di consolarmi, ma io non ascoltavo. Mi sentivo come una persona che aveva appena ricevuto un colpo in testa all'improvviso, senza aver avuto modo di pararlo. Non ascoltavo le parole della psicologa! Quando ho ripreso possesso di me stessa, un paio di mesi dopo, mi sono venute alla mente le parole della dottoressa. Quel primo mese è stato tragico...dovevo attendere il 5 settembre per il prelievo del midollo. Il mese piu' brutto della mia vita. Intanto, secondo i medici, dovevo trascorrere le mie vacanze in serenità!!!!
Oggi sono un'altra persona. Sono felice, innamorata della vita e dell'uomo che ho accanto. E questo benessere me l'ha portato in gran parte la mia sclerosi! Non ci credete, eh? Eppure è così. Non so da dove cominciare...ero single da un anno e più quando ho appreso la notizia della diagnosi e tra le varie angosce, c'era anche quella di non essere una donna degna di nessun uomo, in quanto "malata". Pensavo che nessuno mi avrebbe più trovato attraente e anche quando, mi avrebbe lasciato, appresa la malattia che avevo. Stupidaggini! Ho conosciuto il mio unico amore, Max, è l'ho amato subito. Non al primo appuntamento, ma massimo al terzo, gli raccontavo che avevo la sclerosi multipla. O mi prendeva così o mi lasciava...conviviamo da quasi un anno. Ha passato il periodo più difficile con me, l'inizio della cura di interferone: ha passato notti a stringermi perché avevo freddo e/o dolori. Tre volte a settimana per quasi sei mesi, all'inizio del nostro rapporto. E non ha fatto solo questo...mi ha sostenuto fisicamente tutti giorni, perché stancata dal farmaco. Mi ha portata da altri medici, un osteopata, un omeopata e abbiamo trovato anche altre soluzioni. Se non è amore questo! Ma se avessi chiesto un fidanzato così, pensate che l'avrei trovato?
Altro capitolo, le amicizie. La mia sclerosi, come per magia, mi ha liberato dei falsi amici e mi ha mostrato chi mi voleva davvero bene. Avete mai sentito dire che gli amici si vedono nel momento del bisogno? Ovviamente, l'avevo sentito dire anch'io, ma non sapevo in concreto cosa significasse. Io vivevo sola, una casa abbastanza grande e invitavo sempre "amici" a cena, o prima o dopo o tutte e due...Era raro che la sera fossi sola in casa. Quando ho saputo della sclerosi, non ho subito avvisato gli amici, ma ho aspettato settembre. E da lì ragazzi, via con la verità! I miei dolci amici di sempre, quelli con i quali ho frequentato la scuola, dalla prima media al quinto liceo, sono sempre accanto a me, ancora più di prima. Ma qualcuno, gente che conoscevo da 10 anni, soprattutto una che si spacciava per la mia sorella mancata, la mia migliore amica, è scomparsa. Meglio: io l'ho messa alla porta, via dalla mia vita. Gli altri, gli "amichetti" si sono auto-eliminati dalla mia vita, senza che io dovessi faticare molto. Quello che non ha fatto la sclerosi, l'ho fatto io. Grazie a lei, la mia malattia, che mi ha fatto percepire la mia dignità in modo sacrosanto.
continua...

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