Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto medico: se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

giovedì 4 febbraio 2010

Che stanchezza!














Sclerosette e sclerosetti miei, oggi sono a pezzi! Ho lavorato dalle nove alle quindici e trenta e mi sento come se avessi partecipato alla maratona di New York, portando in braccio un panda grasso. Questa stanchezza, dovuta all'interferone che ho fatto ieri, mi stronca l'esistenza, quando decide che deve prendermi. E cosi' mi domina, mi atterra e mi atterrisce. Si, oggi sono triste, sclerosetti. Forse non dovrei combatterla questa stanchezza, ma solo assecondarla. Il problema e' che, oltre a buttarmi giu' fisicamente, lo fa anche psicologicamente. E poi sono stufa di non essere capita. Poiche' sono "normale", vale a dire sana, sembro sana, non vengo risparmiata sul lavoro. Certo che sono normale e sono quasi sana, pero' la fatica e' qualcosa che convive con me. In questo sono diversa e vorrei che chi mi sta intorno lo capisse. Non posso faticare come una persona che non ha la sclerosi multipla. Sulla mia pelle sto pero' notando che chi sta intorno a me non lo capisce. E anche questa incomprensione mi butta giu'.

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