Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto: medico, se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

lunedì 26 luglio 2010

Karmapost


Da un anno e mezzo circa, e' cresciuta in me la consapevolezza, che questa malattia, mi sia venuta per un motivo. Non per punizione, ma perche' DOVEVA venirmi. Dovevo sistemare alcune cose della mia vita, o se credete, tutta la mia vita, dato il groviglio che avevo creato e in cui mi ero impantanata. Mi trascinavo, mettendo tutto insieme nel calderone e ne ero ingolfata. Avevo addirittura paura che mi sarebbe venuta una malattia, e finalmente, mi e' venuta. Non sono masochista, ma ora che ce l'ho, almeno non ho piu' l'ansia che mi verra', e la sensazione di tranquillita' che mi da' la certezza di essere "malata", mi fa vivere piu' spensierata di prima.Giustifica Paradossale, ma e' cosi'. Prima, avevo paura di tutto: di scegliere, di fare, di dire la mia, di cambiare, di dire basta. Restavo dentro a guardare il mondo, immobile. Poi, e' arrivata lei, la Sclerosi Multipla e mi ha detto, come l'anziano pittore dalle ossa di vetro disse ad Amelie ne "Il favoloso mondo di Amelie": "Dai, Amelie, tu non hai le ossa di vetro...datti una mossa, accidenti a te!". Io mi comportavo come se avessi avuto le ossa di vetro, accidenti a me, e strano, la sclerosi, una malattia che puo' bloccarti fisicamente, mi ha liberata. E sorrido, quando leggo che alcuni di voi, la chiamate Sua Molestia o bestiolina, e vi capisco, ma allo stesso tempo io questa malattia la devo ringraziare, perche' mi ha trasformata, mi ha reso finalmente Amelie, me stessa. Non me ne vogliate male, ma io l'ho soprannominata Sinfonia Musicale, perche' mi ha aperto le orecchie e permesso di ascoltare tutto cio' che e' intorno a me. Mi ha scoperto il mondo. Non e' la giustificazione disperata di una "malata" che deve trovare una motivazione alla sua disgrazia. All'inizio ho sofferto. Tanto. Ci convivo da quasi due anni e non e' sempre facile. Quando mi hanno comunicato la diagnosi, il dolore dell'anima era lacerante, mi toglieva il respiro e questa sensazione e' durata per molto tempo. Ma quando la sofferenza ha lasciato il posto alla ragione, le scoperte sono state tante. E la mia vita ha cominciato ad andare in salita.
Qualche giorno fa, ho cominciato a leggere un libro, "Guarire coi perche'", di Robin Norwood, una psicologa americana, la quale sostiene, con argomentazioni piu' concrete delle mie, la mia stessa convinzione, vale a dire che, a volte le malattie vengono per permetterci la comprensione di qualcosa che non ci e' chiaro, per mezzo della quale, viviamo meglio, oppure per consentirci una trasformazione, quanto accaduto a me. Il corpo e' al servizio della coscienza e dell'anima e se non ascoltiamo i suoi segnali e quelli della nostra anima, lui ci costringe a farlo. Quanto ha fatto il mio corpo con me. E la Norwood aggiunge ancora che "malattie, infortuni o disturbi fisici possono esserci d'aiuto quando tentiamo di ignorare aspetti problematici della nostra vita e quindi manchiamo di onesta' nei confronti di noi stessi. I problemi del corpo possono essere indicatori delle evasioni psicologiche", p. 45.
Sclerosetti, cos'altro aggiungere? Le nostre riflessioni.

4 commenti:

  1. DOLCE AMELIE'! LE MALATTIE, COME GLI INCIDENTI O SE VUOI LE DISGRAZIE IN GENERALE, SONO LA COSA PIU' DEMOCRATICA AL MONDO: POSSONO CAPITARE A CHIUNQUE. L'IMPORTANTE E' CONTINUARE AD AMARE SE STESSI E LA PROPRIA VITA E APPOGGIARSI ALLE PERSONE PIU' CARE. AMICI ( SOLO QUELLI VERI ), PARENTI, COMPAGNI/E. EMINEM

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  2. Caro Eminem,
    hai proprio ragione! Innanzitutto, bisogna ritrovare il proprio equilibrio, ma certo, senza delle persone care accanto, tutto diventa più difficile. Meno male, che io accanto delle persone che mi vogliono bene, come te.
    Amèlie

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  3. Ti ammiro tanto Giuli, sono parole saggie le tue!
    Un abbraccio!

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  4. Grazie per il sostegno Paula...mi fa molto piacere!
    Un abbraccio
    Giuliana

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