Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto medico: se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

mercoledì 15 settembre 2010

Into the wild




Vacanza d'incontri per noi. La civilta' ci aspettava ad Aosta, a quasi 40 km di distanza dal campeggio in cui ci trovavamo. Ho visitato la sede regionale AISM di Aosta. Funzionale e accogliente. E ad Aosta, una sera sono andata incontro a due ragazze con un bassotto carino, Pongo. Una delle due, A., aveva le stampelle. Non so se per lo splendido canetto o forse anche e soprattutto per le stampelle, ho sentito un legame sottile e impalpabile con queste amiche, S. e A., (di cui non faccio il nome per discrezione!), con le quali abbiamo subito legato e trascorso i tre giorni a venire. Da un po' di tempo, sto avendo degli incontri molto speciali e, con questa famiglia milanese, e' stato proprio cosi'! L'ultimo giorno trascorso insieme a loro abbiamo avuto un altro incontro speciale insieme: una psicologa, che guarda caso, aveva lavorato all'AISM di Aosta e fatto la tesi sulla Sclerosi Multipla! Mi ha fatto riflettere su una cosa: prendere in considerazione il SINTOMO della SM, per capire il PERCHE' della stessa. Non c'avevo mai pensato! Io ho avuto delle parestesie alle mani, piu' esattamente alle dita delle mani...che vorra' dire?!


Devo ancora riflettere su questo punto...perche'. Forse sta arrivando il momento della rabbia, del punto in cui ce l'hai anche con i testimonial, che dicono frasi del tipo: "Impersonando il ruolo di un malato di Sclerosi Multipla, mi sono immedesimato in questo giovane che si trova ad affrontare un malattia degenerativa che gli cambiera' totalmente l'esistenza....". BLA BLA BLA. Ce l'hai con il medico che non ti spiega per filo e per segno cosa realmente hai, perche' forse crede che non capisci. Ce l'hai con chi ti ha detto che accentui. Con gli "amici" che non ti cercano piu' e non ti chiedono scusa per come si sono comportati. Ce l'hai con chi pensa di sapere cosa sia giusto per te e con chi ti vuole parlare un attimo. Ce l'hai con tutti quelli che dicono che sei cambiato e "prima non eri cosi'" e cazzo, non capiscono il perche'. Ce l'hai con la tua famiglia che fa finta di niente perche' ha paura o non sa come fare o forse non gliene frega e tuttavia ti tratta come un poverino, come uno che e' andato fuori di testa, senza cercare di capire le motivazioni profonde, i bisogni reali, i sogni reconditi. Ho un cuore pulsante che fa esplodere i palazzi e una testa che va a duecento all'ora.

L' interferone. La pesantezza della mia esistenza attuale. Vi ho fotografato il frigo del cottage dove ho vissuto per otto giorni. (La foto e' temporaneamente sparita, forse perche' non so usare questa piattaforma). Interferone e aglio. Chimica e naturalita': un po' il mio dilemma di questa vacanza. Voi sapete che io NON amo ne' farmaci, ne' punture. In questa vacanza, ne ho saltate molte di punture. Per stanchezza, repulsione, svogliatezza, fastidio...non ne posso piu'. Eppure non riesco a decidermi di smettere. Per ora.
A.

P. S.: La foto l'ho pubblicata da sola nel post "L'interferone in vacanza" del 17 settembre 2010:
http://sclerosette.blogspot.it/2010/09/linterferone-in-vacanza.html

6 commenti:

  1. DOLCE AMELIE ! ANZITUTTO T FACCIO I COMPLIMENTI PER L'OTTIMA SCELTA DELLA " LOCATION " . SEMBRA DAVVERO UN PAESAGGIO DELLE FAVOLE. MI SONO RESO CONTO ( PER ESPERIENZA ) CHE NN POTRAI MAI CAPIRE SINO IN FONDO I PROBLEMI ALTRUI FINCHE' TU STESSO NN LI VIVI. DEBBO FARTI SOLO UN APPUNTO: GLI AMICI VERI NN TI ABBANDONANO MAI! EVIDENTEMENTE ERI TU CHE PENSAVI LO FOSSERO; LA FAMIGLIA E' UN BENE PREZIOSO! PENSA A TUTTI QUELLI CHE NE AVREBBERO VOLUTA UNA O UNA DIVERSA. SONO SICURO CHE LA TUA FAMIGLIA TI ADORA E NN FAREBBE MAI NULLA CHE POSSA RENDERTI INFELICE. SI TRATTA SOLO DI CONDIVIDERE TUTTO CON LORO. RENDILI PARTECIPI DELLA TUA VITA, DELLE TUE PAURE, DELLE TUE INSICUREZZE, DELLE TUE GIOIE. E VEDRAI T SENTIRAI MEGLIO !! MARSHALL MATHERS

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  2. Sei saggio, devo dire, piu' di quanto pensassi. Andiamo con ordine: gli amici. Avrai notato, che ho corretto la parola "amici", aggiungendo le virgolette per l'appunto; queste cambiano tutto il significato della parola messa in mezzo a loro. E hai ragione tu: credevo fossero amici e invece non erano neanche un calesse...aria. Non facciamo nomi, no?
    La famiglia. Non sono d'accordo con te, quando dici che bisogna condividere tutto con loro. La condivisione porta spesso ad incomprensioni. Inoltre, spesso i genitori non si arrendono all'inesorabile crescita dei figli e questo rende le cose molto complicate. Sono d'accordo con te sul fatto che la famiglia non ti abbandoni mai; non e' sempre vero, ma almeno cosi' dovrebbe essere...Mi sento meglio quando vengo ascoltata dalle persone che ho a cuore.
    A.

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  3. Questi come il tuo, sono i commenti che mi aiutano a riflettere: grazie. In un momento di enorme sofferenza, credi che gli altri, le persone che amiamo, debbano sapere come starti accanto, mentre loro credono di sapere quali sono i tuoi bisogni e, il risultato di queste aspettative e supposizioni, è catastrofico. Banalmente, ci vuole del tempo. Mi fa piacere condividere con te questi miei pensieri "liberi" e con chiunque tu vorrai su FB e dintorni.
    Amélie

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  4. Chiedo scusa a Paolo Riccone, il quale mi ha lasciato un commento al quale tenevo, che ho tuttavia ERRONEAMENTE cancellato, nel tentativo di cancellare il mio commento precedente, sul quale avevo sbagliato un congiuntivo...mannaggia!Amélie, somara, paga pegno! Paolo, se ti hai tempo, commenta nuovamente!
    Amélie

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  5. Ciao Giuliana. Ora chiedo scusa io in quanto ho letto solo adesso il tuo commento. In relazione a quanto hai scritto sull'atteggiamento tuoi famigliari, il mio pensiero è (era) che non si tratta di indifferenza ma bensì, per l'appunto, di paura, sentimento che spesso nasce dall'ignoranza, da intendersi semplicemente nel senso di ignorare, non comprendere. Purtroppo, in determinati casi, la paura gioca brutti scherzi a chi ne soffre: diventiamo aggressivi, ansiosi, impacciati oppure (apparentemente) indifferenti. Credo che questo valga per tutte le persone vicine: genitori, parenti, amici. Un bacio, Paolo Riccone

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  6. Caro Paolo, posso essere d'accordo con te, in un certo qual modo. Quale sia il motivo del non agire, in ogni caso fa soffrire. Quando una persona riceve una diagnosi, non e' solo per lei, ma anche per tutti i suoi familiari. Di conseguenza, l'adattamento, il cercare di comprendere, anche andare dallo psicologo, dovrebbe essere prerogativa di tutta la famiglia, non solo del malato. In una situazione delicata, come quella attraversata da una neodiagnosticata, alcuni atteggiamenti fanno soffrire piu' della malattia stessa.
    Comunque, la vita e' bella. Stasera esco e vado a divertirmi.
    Ti abbraccio
    Giuliana

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