Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto: medico, se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

giovedì 18 novembre 2010

Buona notte...


...ai sognatori. Peccato che non riesca a dormire mentre l'orologio segna l'1.42. Del resto, questo e' lo scotto da pagare per noi pensatori moderni: pensieri che ci avvolgono o che ci affliggono e noi si perde il sonno. Stasera a braccio, lasciatemi fare...ho bisogno di fare voli pindarici. Ieri ero al settimo cielo ma non ho avuto il tempo di scrivervelo - e allora? - penserete voi, e invece e' molto importante, dico io. Questo e' un blog nato dal mio desiderio di sclerosetta di comunicare con il mondo, non si puo' soltanto raccontare quando qualcosa va per il verso sbagliato, ma bisogna invece celebrare la felicita'. Cazzo!
Il punto: la paura. Ho smesso il 24 settembre di prendere l'interferone e sono felice come una pasqua: sorrido, rido, mi sento serena e riesco a dormire (tranne questa notte), mi sono ricresciuti i capelli, mi stanno faticosamente sparendo i brufoli (causati dall'effetto esercitato dal farmaco sul fegato, lo dico per la mia amica che era convinta che fosse colpa di Max, il mio fidanzato), e' finita la lotta con la depressione che ci provava in continuazione, porto fino a quattro buste della spesa e se mi gira, riprendo la bicicletta e arrivo al Colosseo. Tuttavia, la PAURA fa paura: paura di fare una stupidaggine, del resto, l'unica pseudo-cura che abbiamo noi sclerosetti e' l'interferone e simili. No, alt. Non sto dicendo che mi sono pentita di aver smesso...nel modo piu' assoluto no, pero' mi sento smarrita, mi chiedo proprio che ne sara' di me. Che futuro ha una sclerosetta che non si vuole curare con i farmaci tradizionali? E non e' snobismo verso la medicina tradizionale o follia, no. Il punto e' che prendere i farmaci allopatici ti costringe ad una vita da malata, una condanna. Il mio neurologo mi ha fatto vedere il grafico della mia situazione clinica: due anni colorati di verde, cioe' senza ricadute, quindi secondo lui grazie all'interferone. Si, pero' anche due anni di stenti. E' valsa la pena? Analizziamo i fatti: in due anni non ho avuto ricadute, pero' stavo male un giorno si e un giorno no, ho perso i capelli, quelli che mi sono rimasti erano spenti, mi sono venuti i brufoli e, tralasciando il fatuo lato estetico, non riuscivo a portare la mia borsa, faticavo dopo una rampa di scale e avevo febbre e dolori un giorno si e un giorno no. E il sentirmi precocemente "vecchia" e malata mi ha veramente depressa. Pero' non ho avuto ricadute. Mmm, eh gia'. E la malattia e' ferma allo stesso punto di due anni fa, questa, una bella notizia, non c'e' che dire. Ma il fatto e' che non voglio vivere malata per morire sana e questa nient'altro e' che una questione di qualita' della vita. Noi pensatori moderni...noi sclerosetti di oggi. Mi piacerebbe andare dal mio medico, ascoltare senza capire quello che mi dice e fare tutto quello che mi dice di fare, senza preoccuparmi, ma fidandomi ciecamente. Giuro che mi piacerebbe, ma non ci riesco. Non riesco a non essere una sclerosetta consapevole di cio' che fa e di quali cure prende. Questo non me lo chiedete. Non posso chiudere gli occhi e ingerire il fingolimod senza pensare a due persone che sono morte assumendolo in uno studio recente. No, non me lo chiedete. Si, la verita' e' che non lo volevo prendere gia' dall'ultimo incontro con il mio medico, ma ho diritto di scegliere la cura e la vita che meglio credo. Del resto, lui ne sa molto piu' di me sulla sclerosi multipla ed io ne so molto piu' di lui su me stessa. Viva la vita!

Il prossimo passo e' trovare una nuova dimensione, conoscere profondamente me stessa e capire il problema. Sono sulla strada giusta, anche se ancora non ho scoperto tutti i lati nascosti. Sono convinta che questa sclerosi nata per tirare fuori qualcosa di molto nascosto nel profondo, sia nata per dirmi qualcosa, per farmi comprendere cio' che non comprendevo, per togliermi il velo davanti agli occhi. Questa e' la mia cura. Sto camminando per arrivare alla soluzione, ma questa sera mi sento davvero fluttuante.

La cura. Ho il cervello che va a 200 all'ora. Penso al dottor Hamer, al Professor Zamboni, alla dieta Kousmine, all'omeopatia, al sostegno psicologico e chiudo gli occhi. Sono felice e guariro'.

3 commenti:

  1. DOLCE AMELIE ! LE MALATTIE SONO LA COSA PIU' DEMOCRATICA DEL MONDO: POSSONO VENIRE A CHIUNQUE. PURTROPPO TU HAI FATTO E FAI PARTE DEL "CHIUNQUE". T PREGO DI NN PENSARE CHE LA MALATTIA TE LA MERITAVI, COME HO LETTO IN UNO DEI TUOI POST. L'IMPORTANTE E' CHE TU ABBIA E STIA REAGENDO, SENZA DRAMMI NE PAURE. IO SONO ABITUATO A VEDERE IL BICCHIERE SEMPRE MEZZO PIENO ( VISTI GLI ULTIMI 10 ANNI DI LAZIO )!! IO VORREI SOLO ESSERE UN PO' PIU' PRESENTE NELLA TUA VITA, TUTTO QUA. POTERTI VEDERE, FARTI UN SORRISO O UNA CAREZZA E SCAMBIARE QUATTRO PAROLE MI FA SENTIRE PIU' VICINO A TE E RENDEREBBE LA MIA COSCIENZA TRANQUILLA. GODITI LA VITA, TE LO MERITI. M&M

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  2. Credo tu abbia frainteso: io non ho scritto che mi merito la malattia e non lo penso di certo! Ho scritto che la SM mi e' venuta per un motivo preciso, vale a dire, per farmi capire delle cose che non riuscivo a capire. E' un po' diverso! E poi, la malattia non e' mica una condanna a morte, ricordiamocelo. Se fossi in te rifletterei su cio' di cui hai bisogno per rendere la tua coscienza tranquilla.

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