Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto medico: se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

sabato 29 dicembre 2012

Leggendo The China Study

Cari sclerosetti e non, vicini e lontani, sto leggendo The China Study e sono a dir poco strabiliata di quanto apprendo dalle pagine di questo libro voluminoso. (Non si stupira' di certo il mio osteopata, Diego Gentile, appassionato di alimentazione gia' da piu' di 20 anni...). Intanto mi ha colpito molto il fatto che l'autore sia cresciuto in una fattoria, in cui si produceva tutto il cibo che veniva mangiato dalla famiglia; in secondo luogo, Campbell (cosi' si chiama) ha dovuto stravolgere tutti i suoi principi in merito ad una sana alimentazione, gia' ai primi passi nella ricerca. Egli era infatti fermamente convinto che un'alimentazione di qualita' fosse da ricercarsi nelle proteine di qualita': carne, pesce e uova. Del resto, era cresciuto in una fattoria! Durante la sua carriera professionale invece, ha dovuto scontrarsi con l'evidenza schiacciante dei danni provocati nella salute umana e (ahime') animale, causati da un apporto notevole di proteiene animale, riscontrando, al contrario, enormi benefici di salute, fino alla regressione quasi totale delle malattie, laddove si era prediletta un'alimentazione "vegetale". Mangiare piante non solo previene le patologie anche piu' gravi, ma consente la regressione delle stesse: parliamo di cancro, sclerosi multipla, diabete, Alzheimer...Non solo: secondo Campbell tutte queste patologie sono diretta conseguenza di un'alimentazione fondata sul consumo delle proteine animale. Vegani di tutto il mondo unitevi! La mia amica Patrizia sono anni che e' vegetariana e, in passato, ha cercato di trasmettermi la salubrita' della dieta vegetariana, ma io, cassonetto quale ero, non ero ancora pronta. (Vedi post: Storia seria e semiseria di un ex cassonetto, del 6 novembre 2011). Del resto, un'altra cara amica dell'universita', Valeria, aveva avuto notevoli danni cagionati da un'alimentazione vegetariana, evidentemente non equilibrata (perdita di capelli, febbre tutte le sere, colorito verdognolo...) e, una volta ripristinato il consumo di carne, era rifiorita in tutti i sensi.
Adesso non cerchero' io tanto meno di convincervi a diventare vegetariani o vegani come l'autore di The China Study, ma vi chiedo di aprire occhi e orecchi e leggere questo libro come spunto di riflessione. Siate persone di ricerca e consumatori consapevoli. Campbell propone di fare un esperimento: diventare vegani per un mese e appurare quanto migliora  il nostro stato psicofisico. Alla scadenza del mese, un suo amico cassonetto non ha piu' ripreso mangiare hamburger nei fast food. Io ci voglio provare, del resto ho deciso di guarire dalla SM e quindi le provo tutte. Chissa' se diventero' vegetariana anch'io? Ho convinto anche Max a tentare insieme questa strada...in realta', in fondo al cuore, era un po' che ci pensavo. E poi, Campbell ha detto che si perdono tre chili e con i sette culi che mi ritrovo, sinceramente non mi dispiacerebbe! Vi terro' aggiornati. Qui di sotto il link del mio post su The China Study, che ho pubblicato su Fronte Libero: http://frontelibero.blogspot.it/2012/12/introduzione-the-china-study.html.


Ciao a tutti gli sclerosetti veganetti!

venerdì 28 dicembre 2012

Fronte Libero





Ciao a tutti,

volevo farvi sapere che da mercoledi' 26 dicembre, mi trovate anche su Fronte Libero, un bel "blog d'informazione libera ed indipendente. Lo scopo del blog è diffondere informazioni che troppo spesso vengono omesse dai media. Prendetele come una storia, ma concedete il beneficio del dubbio a questo blog, fate ricerche sugli argomenti trattati e decidete voi".  La pericolosita' dei vaccini, il Dottor Hamer e la Nuova Medicina Germanica, gli accordi segreti tra la Chiesa e il Nazionalsocialismo, le scoperte di Tesla e la paricolosita' della plastica utilizzata per conservare gli alimenti, sono soltanto alcuni dei temi che troverete all'interno di questo blog molto interessante, scritto a piu' mani.
Date un'occhiata! Il primo post ho voluto dedicarlo a The China Study, una ricerca destinata a stravolgere il vecchio concetto di alimentazione. Il link e' il seguente:


lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale!




Buon Natale a tutti i lettori e follower di Sclerosette

MERRY CHRISTMAS to all my followers!

FROHE WEIHNACHTEN an allen Lesern von Sclerosette!

JOYEUX NOËL a' tous les lecteurs de Sclerosette!

venerdì 21 dicembre 2012

Risonanza con specchio



...jingle bells! Prenotare la risonanza e' stata un'odissea che non vi sto qui a raccontare. In ultimo, con i miei decidiamo di farla a pagamento, da loro gentilmente sponsorizzata. 1053 euro non sono tanti tutto sommato (!). Pero' ho ricevuto una fantastica notizia, ma che dico anche di piu': meno male che ho speso questi soldi per sottopormi a questa RMN e consulto da uno dei neuroradiologi piu' bravi d'Europa (a detta di vari medici). Per farla breve: ho la neurite all'occhio sinistro (segnale attivo della mia SM), ma che con un po' di cortisone (non ci penso proprio) o un po' di granuli omeopatici (Belladonna e Ruta) passera'. Per il resto tutte le altre placche sono spente. Questo medico mi ha dato tante informazioni in piu' rispetto a quelli dei due centri che mi hanno tenuto in cura (si fa per dire: nel primo, finche' ho preso l'interferone, nel secondo, sono andata a fare qualche passeggiata poco piacevole). Mi ha spiegato che e' piu' importante come ci si sente, rispetto a quanto si vede nella RMN. In banane: se non ho alcun sintomo, la RMN di controllo annuale puo' essere posticipata e, in ogni caso, non e' necessario effettuarle spesso! (A meno che non siate inseriti in un protocollo di ricerca, ma questo non me lo dicevano di certo i medici dei due rinomati centri ospedalieri romani!). Viva la faccia di questa clinica privata o dei medici allegri e felici. Ha pure detto che l'interferone serve a poco, ma che ahime', visto che non c'era altro, prima lo si prescriveva un po' a tutti...(per questo non faccio nomi). Un neuroradiologo che mi prende la mano e mi dice in sostanza di stare serena se non ci sono grossi sintomi di cui preoccuparsi. Altro che il terrore psicologico al quale sono stata sottoposta negli altri due centri rinomati di Roma capitale! Meno male che era presente anche mia madre, oltre all'immancabile Max, cosi' ha potuto constatare con i suoi occhi e orecchie, che sua figlia sta  bene, che esistono medici perbene pur chiedendo cifre alte per la RMN, ma soprattutto che l'interferone non serve a un cazzo e sua figlia non e' una pazza! Sclerosetti di tutto il mondo, mollate tutti Rebif e company, perche' ce lo danno soltanto perche' ci guadagnano!



P.S.:  Nella macchina per la RMN in questa clinica, c'e' lo specchio e quando ero dentro, ho potuto guardare quel fico di Max (ti amoooooo) per ben mezzora...chi ce l'ha non lo dice e chi non ce l'ha, non ce l'ha!

lunedì 17 dicembre 2012

Riflessologia plantare




Ciao. Sono stanca morta ma non posso fare a meno di raccontarvi la bella esperienza che Max ed io abbiamo vissuto oggi: una seduta di riflessologia plantare con una splendida riflessologabravissima  naturopata, operatrice shiatsu e chi piu' ne ha, piu' ne metta. Rosanna, queste giovane donna curiosa di conoscenza, mi ha detto tutti i cazzi miei e anche quelli che non conoscevo, dopo aver letto i miei piedi. Altro che gazzettino ufficiale!
Una seduta senza fretta, in cui ho urlato di dolore, sembra ahime' per il mio bene. Rabbia, sofferenza e ancora cose trattenute...per questo Rosanna mi ha chiesto di urlare! Per lasciar andare...Max e' invece crollato in uno stato catartico, di dolce rilassamento. Fantastico! Erano anni che volevo sottopormi a questo trattamento, ma per un motivo o per un altro ho atteso fino ad oggi. Voi invece non dovete aspettare! La riflessologia plantare e' un'arte antichissima, di cui si hanno notizie sin dagli antichi egizi (!), secondo la quale sui nostri piedi e' riflesso tutto il nostro corpo. E aggiungerei anche il passato, il presente e il futuro. Provate anche voi.
Buona notte sclerosetti e abbasso le rune tarocche!

sabato 15 dicembre 2012

Asaf Avidan-One day official video HD




One day


No more tears, my heart is dry
I don't laugh and I don't cry
I don't think about you all the time
But when I do I wonder why

You have to go out of my door
And leave just like you did before
I know I said that I was sure
But rich men can't imagine poor.

One day baby, we'll be old
Oh baby, we'll be old
And think of all the stories that we could have told

Little me and little you
Kept doing all the things they do
They never really think it through
Like I can never think you're true

Here I go again the blame
The guilt, the pain, the hurt, the shame
The founding fathers of our plane
That's stuck in heavy clouds of rain.

One day baby, we'll be old
Oh baby, we'll be old
And think of all the stories that we could have told.

lunedì 10 dicembre 2012

Occhio ballerino



Ciao ciao. Occhio ballerino da una settimana o anche piu'...ho come la cataratta nell'occhio sinistro e ho gia' passato tutte le fasi: seccatura, paura, crisi di pianto, nervosismo e alla fine, sono in fase 'sti cazzi! Avete presenti quei film nei quali il protagonista e' cosi' sfigato che alla fine gli augurate di andarsene dolcemente?! Ecco io sono come una di quegli spettatori, con la differenza che spero sia la SM ad andarsene dolcemente. Tanto lei fa cosi': un giorno spunta e poi con qualche granulo se ne va. Sono stata dalla mia omeopata, poi di corsa dall'oculista, che ha sancito la totale sanita' del mio occhio,  e mi ha consigliato caldamente di effettuare una risonanza magnetica, per escludere che non ci sia lo zampino della SM (neurite ottica retrobulbare?). Ma il dottor Eyes non sapeva che avevo gia' in programma una risonanza di controllo da mesi. E che la trascinavo vagamente, sperando di non farla. E quel fatidico giorno e' arrivato: dopodomani! Finalmente, cosi' mi levo il dente e non ci si pensa piu'. Che palle! Quanto vorrei mandarci un altro al posto mio! Ma voi, quando dovete sottoporvi a RMN con MDC...come state?! Che cosa provate durante quei lunghissimi, interminabili minuti dentro il tubo? Mi piacerebbe conoscere le vostre impressioni, ma non pensateci prima di andare a dormire! Va be', ora vado a nanna, nei prossimi giorni vi racconto una bellissima esperienza che ho vissuto qualche giorno fa, perche' anche con un occhio offeso, il cuore batte forte! Notte!

domenica 9 dicembre 2012

Amicizia



Per me l'amico e' una persona preziosissima, perche' quando stai con lui puoi giocare, ridere e scherzare. L'amico e' quello che non ti lascia mai.

(L'amicizia secondo una bambina di IV elementare).


giovedì 6 dicembre 2012

Shiatsu su di noi, sui cani e i cavalli


Ciao! Oggi e' il mio quarto anniversario di fidanzamento con Max, che per l'occasione mi ha chiesto di sposarlo!!!! Mi ha preso di sfuggita e non me ne sono neanche resa conto...ma che bello! Poiche' eravamo al ristorante, c'e' stato anche un applauso generale di clienti e camerieri e il manager ci ha fatto scegliere la canzone da ascoltare per festeggiare l'occasione...io ho scelto Amazing degli Aerosmith, perche' mi piace da quando sono teenager e la cantavo a squarciagola, l'ho ascoltata in tutti questi anni e penso che ancora oggi mi rappresenti un po'. Che dire? It's amazing! Quanto e' cambiata la mia vita dalla diagnosi! Quando pensavo che tutto fosse perso e che la mia vita fosse finita...E invece no!!!
Divagazioni amorose a parte :), vorrei raccontarvi del corso di shiatsu che Max ed io abbiamo seguito.  Abbiamo imparato dei rudimenti base per "auto-curarci", rilassarci e non solo...Nella seconda parte del corso, abbiamo imparato a trattare i cani, per curarli, rilassarli e coccolarli...un'esperienza quasi mistica, basata sul profondo desiderio di accudimento che motiva gran parte dei proprietari di cani. (O almeno dovrebbe!). Un paio di settimane per fare esperienza e poi via con i cavalli! E li' e' stata una rivelazione...il primo giorno ero diffidente, li dovevo studiare; poi mi sono lanciata e, a colpi di shiatsu, siamo poi passati ai baci e alle coccole...non so se diventero' un'operatrice shiatsu per cavalli, ma e' certo che questa settimana montero' in sella per la prima volta e sono molto contenta!
A presto:)

lunedì 12 novembre 2012

The Beatles - All together now (children version)




Oggi ho cantato questa canzone insieme ai miei piccoli alunni. Ci siamo divertiti da pazzi! Si, non ve lo nascondo...anche io! Cantate questa meravigliosa canzone dei Beatles, tutti insieme con i vostri bambini, familiari amici e parenti! Cantate che vi passa!!!
all together now!

venerdì 9 novembre 2012

Ozonoterapia



Lo scorso agosto Amelie, la mia bassottina ha cominciato a camminare lentamente e ad urlare non appena qualcuno la sfiorava; non correva e non giocava piu'. Cosi' l'abbiamo portata dal veterinario che ha ipotizzato un'ernia, diagnosi quasi scontata per un bassotto della sua eta'. A quel punto il veterinario ortopedico ci ha consigliato una visita neurologica per stabilire con esattezza la diagnosi di Amelie e di portarla a digiuno, in modo da poterle fare delle analisi del sangue ed eventualmente altri accertamenti. Il lunedi' portiamo Amelie in clinica per le analisi, la neurologa veterinaria effettua la effettua e ci chiede di venire il giorno dopo, con il cane a stomaco vuoto, in modo da "farle le analisi, se sono buone addormentarla subito con l'anestesia, sottoporla ad una radiografia e gia' che ci siamo, operiamo subito!"....Mmm, siamo andati via un po' perplessi. Sapete che io non ho molta fiducia nei neurologi, ma anche Max non era convinto di questa fretta, questa mania di intervenire, di togliere il disco senza riampiazzarlo e senza assicurazione di salute per Amelie. Infatti, Max ha chiesto alla neurologa veterinaria che ne sarebbe stata della mobilita'  e dell'artrosi di Amelie, una volta tolto il disco. E lei aveva minimizzato, quasi sorpresa da una domanda piu' che legittima; del resto, chi cazzo se ne frega se una volta asportata ernia e disco, Amelie ha dolore e difficolta' a camminare! Sembrava un po' quella neurologa di merda nel penultimo centro che mi ha "seguito"; alle mie rimostranze nei confronti del Fingolimod, la pasticca "preventiva" per la sclerosi, spiegava serafica come fosse una commessa impegnata ad accennarti le scomodita' di un qualsiasi capo d'abbigliamento: "Soltanto il 3% dei pazienti che assume il Fingolimod muore entro sei ore dall'assunzione". E 'sti cazzi?! Piatelo te!!! Parentesi a parte, sono scioccata, sono stufa e nauseata, da questo atteggiamento anti-ippocratiano di questi medici. Non mi dilungo sul fatto che nella seconda clinica alla quale ci siamo rivolti, presentati, ci hanno catturato 750 euro per diagnosticare, ha seguito di analisi del sangue, risonanza e udite udite, prelievo del liquor, la famosa ernia. Stronza io che sono voluta andare e fare tutto cio' che era possibile per comprendere cosa avesse Amelie. Stronza pure questa neurologa (sara' la categoria) che, come al solito, ha usato la strategia del terrore. E attenzione: in entrambe le cliniche ben quattro veterinari mi avevano confermato che Amelie avrebbe dovuto essere operata subito per non andare incontro a una paralisi certa! Ma non e' stato questo a farla guarire, bensi' la terapia in acqua con le bolle di ozono, consigliata dal nostro "Stregone" e fortemente voluta da Max. Se avessi dato loro retta avremmo risparmiato tempo, denaro e la salute di Amelia. Comunque, Max ha cominciato ad applicare la terapia due volte al giorno per 15 minuti. Basta avere una bombola di ossigeno (si reperisce in farmacia con ricetta medica, in SSN, al costo del solo deposito della bombola), una vasca da bagno o un catino in cui il cane possa essere immerso fino al collo e tanta tanta pazienza. E amore. Si immerge il cane, si apre la bombola, si passa il tubicino con le bolle sulla parte lesa (in questo caso tutta la schiena) e il gioco e' fatto. Amelie ha cominciato a camminare bene dopo dieci giorni, poi a saltare, a fare le scale, a ruzzolarsi con la figlia come un gatto e a correre. Morale della favola: non vi fermate ad ascoltare il primo parere medico e neanche il secondo, perche' spesso purtroppo la soluzione fornita non sara' quella giusta. Informiamoci, cerchiamo e fidiamoci del nostro intuito: in fondo in fondo sappiamo cosa e' giusto fare. E dite a tutti della terapia di ozono con le bolle! So che fa bene anche per la SM perche' favorisce la rinascita delle cellule, ma io non l'ho ancora provata! Vi faro' sapere...

giovedì 8 novembre 2012

Quasi amici



Ciaooooo! Ma avete visto questo fantastico film francese che si intitola "Quasi amici" (nome originale: Les intouchables) ???? Noi l'abbiamo visto l'altro ieri e l'abbiamo gia' rivisto una seconda volta...Spettacolo. Siamo morti di risate a crepapelle...ma attenzione, non si tratta di un film comico! E' un film sull'amicizia, nata tra due persone provenienti da mondi apparentemente lontani anni luce tra loro: quella tra un ricco paraplegico e il suo badante spiantato e un po' furfante. Il loro incontro, puramente casuale (?), cambia la vita ad entrambi in modo positivo. Inoltre, non potete neanche immaginare il modo spietato, rispettoso e ironico in cui viene trattato il tema della disabilita': certe risate si trovano soltanto all'interno di qualcuna delle nostre case, lontano da orecchie e occhi che non potrebbero capire, le prese in giro che un amico sano fa al suo amico handicappato o la battuta sulla proprie condizioni. Del resto, sembra che i disabili non abbiano nulla per cui ridere! Be', non aggiungo altro...guardatelo!

martedì 23 ottobre 2012

L'incredibile storia di Stitch




Hello!!! Stasera abbiamo incontrato un bassotto tedesco a pelo ruvido di nome Stitch, mentre tornavamo a casa. Molto socievole, ha sentito il bisogno di salutare Max e poi di conoscere il resto della famiglia. Il suo proprietario ci ha raccontato la sua incredibile storia: alla tenera eta' di 4 mesi, Stitch fu aggredito da un cane di casa, che lo afferro' e mastico' come un salsicciotto, fratturando la spina dorsale di Stitch in  un numero imprecisato di pezzi! Il suo proprietario lo porto' in visita da almeno 5-6 veterinari, e tutti furono impietosi sul destino del povero cucciolo: andava abbattuto, perche' nulla si poteva fare per rimettere insieme i pezzi della sua spina dorsale. Il proprietario di Stitch pero', era deciso a non arrendersi e in ultimo, trovo' in una sperduta clinica di Velletri, un veterinario disposto a tentare l'impossibile: ricostruire centimetro per centimetro la spina del cagnolino e tentare di dargli un futuro "normale". Stitch per un po' ha camminato con il carrello, poi un giorno, mentre il suo padrone era affaccendato in cucina, se le trovo' fra le gambe, e ce l'aveva fatta da solo con le sue zampe! Per qualche tempo, e' stato claudicante , ma pian piano, ha ripreso a correre, saltare e giocare come qualsiasi altro bassotto. Oggi Stitch ha circa 8 anni e, se non fosse per i dolori che lo attanagliano quando cambia il tempo, la sua vita sarebbe quasi perfettamente sana. Morale della favola: non vi fermate alla prima diagnosi impietosa, e neanche di fronte alla prima ipotesi di cura! I medici sono esseri umani e non sono infallibili. Per fare la scelta giusta, a volte bisogna fidarsi di noi stessi e avere il coraggio di intraprendere anche la via piu' difficile. Ascoltatevi, in cuor vostro sapete qual e' la cosa giusta da fare. 

Il coraggio e' la scelta del cuore!

martedì 16 ottobre 2012

Il posto del cuore, la salsa e lo shiatsu


Ciaoooooo! Come state tutti? Ultimamente non scrivo spesso e non so perche', ma mi va bene cosi': meglio poco ma buono! Allora, vediamo le novita' di quest'ultimo periodo': mi sono iscritta a un corso di salsa! L'avevo detto che con la salsa ti passa e cosi', avendo capito di amare il ballo ma di essere totalmente negata, ho fatto il grande passo. Non solo: mi sono proprio stufata di muovermi come un pezzo di legno...voglio ancheggiare, divertirmi, essere libera e leggera. E mica si puo' sempre stare a pensare alle cose serie della vita. Quando ballo, sorrido sempre e mi sento felice...avessi trovato la strada giusta per "smollarmi". E poi, dulcis in fundo, il martedi' sera pratico ginnastica all'aperto nel mio posto del cuore...lo stadio dei marmi: lo spazio, quegli uomini di pietra fantastici (sui quali ho fatto tanti sogni quando ero giovanissima!). E nulla ha a che vedere con le origini fasciste del luogo; per me, e' un posto pieno di ricordi e di futuro, di odori, di momenti belli...e' un luogo che ti invita allo sport e in cui si fanno sempre incontri interessanti (a 15 anni ho incontrato e parlato con nientepopodimeno che Michael Stipe, il cantante degli R.E.M.!!!!). Avete un posto dove vi sentite in pace e sereni? Il mio e' questo. E poi, ho convinto anche mia madre a seguirmi, in modo da stare un po' insieme e stasera anche la mia amica :). 


Altra notizia sconvolgente: il mio medico di famiglia mi ha rilasciato un certificato che mi abilita alla pratica di sport amatoriale (la salsa, nella fattispecie) e ne sono stata felicissima, perche' credevo di non poterlo avere e invece siiiiiiiiiiii!!!!!!!! Del resto, finche' sto in piedi, mi spetta!!!! A presto la risonanza...non mi va, ma vi faro' sapere. State belli!

P.S.: Oggi ho cominciato il corso di Shiatsu (diffidate di chi lo scrive con la zeta) su cani e cavalli... anche se la mia prima cavia e' stata Max :).

lunedì 24 settembre 2012

Le sclerosette son tornate...



Ciaoooooo! Innanzitutto saluto tutti i follower di Sclerosette: ho cercato di mandare messaggi di benvenuto personali, ma sembra che ci sia un qualche impedimento...quindi grazie a tutti voi otto che mi seguite e un caloroso benvenuto ai nuovi arrivati! 
Ovviamente non sono in vacanza dal 12 luglio, giorno del mio ultimo post: mi sono presa una vacanza dal blog, dalla malattia forse e dai pensieri ad essa legati. Ho avuto bisogno di stare un po' lontana da qui, per pensare un po' di piu' ad altri aspetti della mia esistenza e al mondo in genere. Le novita' sono tante e anche le cose da raccontarvi, ma per ora volevo augurarvi un buon inizio di anno lavorativo e non. Io sono in cerca. Di novita', di vita, di sorrisi e di salute. Adesso in settembre devo effettuare RMN e controllo dalla mia terza neurologa della serie (e spero l'ultima)...paura?! Bah...non so cosa provo esattamente. Di certo preferirei non entrare in quella specie di loculo per 40 minuti o giu' di li'; infatti, mi ero recata a Villa Flaminia (una clinica privata nella mia zona) e avevo chiesto notizie sulla risonanza aperta che loro effettuano: aihme', non hanno piu' quella fantastica apparecchiatura! :(. Quindi, per ora "sto pensando" a dove andare, visto che sono libera da ogni vincolo con un ospedale. Vi aggiorno. State belli.

giovedì 12 luglio 2012

Le pagine della nostra vita



L'inizio del film è ambientato in una casa di riposo, dove un uomo anziano legge giornalmente stralci di un diario ad un'anziana donna affetta dallademenza senile. La donna, che non ricorda nulla di sé tranne un preludio di Chopin che suona a memoria al pianoforte, si appassiona all'avvincente storia d'amore raccontata nel diario. Un amore nato durante una calda estate nella Carolina del Sud, ambientato negli anni quarantaAllie Hamilton è una bellissima ragazza di Charleston: è colta, ama suonare il pianoforte e dipingere, appartiene ad una famiglia facoltosa e dopo l'estate frequenterà la prestigiosa Università di New YorkCasualmente, durante una festa, conosce Noah Calhoun, un ragazzo anticonformista che fa l'operaio e che vive con il padre in campagna, in condizioni tutt'altro che sfarzose. Tra i due, così diversi per ceto sociale e carattere, scoppia un amore travolgente, fatto di baci, di tenerezze e di momenti appassionanti ed indimenticabili trascorsi in una grandissima e vecchia casa, che Noah vorrebbe ristrutturare.I genitori di Allie non condividono il loro sentimento (che considerano una passione estiva passeggera) costringendo la ragazza a tornare con loro a Charleston. Sebbene dopo una furiosa lite, Allie e Noah sono sicuri che il loro amore non finirà a causa della lontananza. Noah scrive ad Allie una lettera ogni giorno per trecentosessantacinque giorni, ma non riceve alcuna risposta e quindi deduce che Allie l'ha dimenticato. D'altra parte Allie non legge le sue lettere poiché la madre gliele sottrae di nascosto, e non essendone a conoscenza pensa che Noah l'abbia dimenticata, dato che non le avrebbe mai scritto dal giorno della sua partenza.Lo scoppio della seconda guerra mondiale non fa altro che separare ulteriormente i due: Noah si arruola ed Allie va all'università e diventa infermiera. Allie nel frattempo, convinta che Noah non la ricambi, si invaghisce di Lon, un ragazzo affascinante e benestante che conquista immediatamente la sua famiglia. Lon, che ama profondamente la ragazza, le chiede di sposarlo e lei accetta felice. Noah, invece, ritornato dalla guerra ha Allie come chiodo fisso: anche se s'intrattiene talvolta con Marta, una vedova di guerra, non fa che pensare a lei. Questa sua "ossessione" non fa che abbruttirlo: Noah comincia ad ubriacarsi e si prefigge come obiettivo una folle "impresa". Ristruttura la casa che ha fatto da ambientazione all'intimità sua e di Allie, che ormai è diventata di sua proprietà (suo padre, prima di morire, l'aveva acquistata), tutta da solo. Il ragazzo ci riesce; dopo mesi di duro lavoro, la casa è completamente ristrutturata: identica a come Allie anni prima aveva detto di desiderarla, con un pianoforte e una stanza che dà sul fiume per dipingere. La sua impresa riscuote successo e molti acquirenti sono interessati a prenderla in possesso, ma il ragazzo aggrappandosi a ogni tipo di scuse, non accetta di venderla. Durante le prove del suo abito da sposa, Allie vede casualmente sul giornale la foto di Noah con la leggendaria casa ristrutturata, e cade in confusione. Parte e ritorna nei luoghi che hanno fatto da sfondo alla sua coinvolgente storia d'amore, rivede Noah, e durante una traversata incanoa sotto la pioggia, tra i due riscoppia la passione.


I ragazzi, hanno così modo di chiarirsi, ed Allie viene a conoscenza del furto delle lettere commesso da sua madre anni prima. Mentre Noah va a prendere la colazione, arriva la madre di Allie: la ragazza, collerica, le chiede di spiegarle il motivo per cui le ha nascosto le lettere e la madre la porta in un luogo dove lavorano alcuni operai. Uno degli operai era il suo grande amore giovanile, ma la donna ci aveva rinunciato per sposare il padre di Allie poiché sapeva che sebbene avessero una forte attrazione e un forte sentimento, lei e quell'uomo erano diversi e quindi non destinati a stare insieme. Nonostante sembri che voglia portarla via, la madre riconsegna le lettere ad Allie (dato che non le aveva buttate, ma solo conservate) e la riporta a casa di Noah, lasciandola libera di decidere. La ragazza è confusa: lei ama Noah, ma ha anche un profondissimo affetto per Lon, che a suo parere non merita di essere deluso in tal modo. Allie, per trovare una decisione adatta, va via da casa di Noah: tutto fa presagire che Allie abbia deciso di non deludere Lon e Noah la vede andare via per la seconda volta. Allie va da Lon: il ragazzo la lascia libera di decidere quello che è meglio per lei, dato che la ama davvero e profondamente. La ragazza, allora fa ritorno da Noah, il suo unico grande amore. Il diario si conclude così, e finalmente l'anziana donna ha un momento di lucidità: quella che sembrava l'appassionante storia di due sconosciuti è più vicina a lei di quanto non credesse. È lei Allie, e il suo amorevole anziano lettore è Noah, suo marito: la donna non ricordava più nulla per via della demenza senile in stadio avanzato. E Noah le è stato vicino affinché, anche per pochi attimi, la donna che non ha mai smesso di amare ricordasse il loro grande amore. Dopo qualche minuto, infatti, Allie ricade nel suo perenne stato di buio e di smarrimento e non riconosce Noah: lo scambia per uno sconosciuto e lo caccia in malo modo, avendo una grave crisi istericaNoah, nel frattempo molto malato, ha un ennesimo infarto. La notte, spinto dal grande amore per Allie, riesce a farsi dare un permesso dall'infermiera per andare a trovare il suo amore. Allie, svegliatasi di soprassalto, riconosce nuovamente Noah; in momenti di grande tenerezza, la donna gli chiede se pensa che il loro grande amore possa fare un altro grande miracolo: farli andare via insieme, dove nessuna malattia potrà ostacolare il ricordo e il proseguimento del loro amore. L'uomo le risponde che il loro grande amore è capace di tutto, e addormentandosi assieme e felici i due si augurano la buonanotte e dicono "A domani". Il film si chiude con uno stormo di anatre in volo, il che lascia presagire che i due siano volati assieme in un luogo senza tempo in cui vivere il loro grande amore unico e immortale.
"Secondo te in un'altra vita sarei potuta essere un uccello?". (Fonte: Wikipedia)


Salsa che ti passa ;)))

Ciaoooooooo...e' tanto che non scrivo qui, ma del resto, noi pensatrici moderne alle volte, dobbiamo anche fare altro. Per l'appunto, una ne penso e cento ne faccio, all'insegna della ricerca e della crescita personale, ma in questi giorni mi sono data ai piaceri terreni delle feste, delle danze, della ceretta reciproca e della salsa (e baciata) con la mia amica Sara, che tante volte ho menzionato senza fare accenno suo nome! Del resto, mica posso sempre stare a pensare cose serie, altrimenti finisco come Giacomo Leopardi e Sara, la mia amica dal sorriso piu' contagioso di quello di Julia Roberts, mi ha seguito alla ricerca del tempo ritrovato. E' stata una settimana all'insegna del cazzeggio...sara' l'estate?! Comunque ieri ho calcato per la prima volta le scene di una "discoteca" di salsa, (non so come chiamare questi luoghi ameni!) e, a parte il fatto che nessuno se ne e' accorto, io mi sono divertita tantissimo!!!! Sara, il suo fidanzato e altri simpatici sconosciuti si sono offerti di spostarmi da un passo a un altro, mentre io volteggiavo con la grazia di una statua dell'isola di Pasqua, ma che ce ne frega! E' stato divertentissimo e poco importa se il piede faceva male per un piccolo intervento, che ficooooo! A settembre, se non emigro, mi iscrivo a scuola di salsa, se emigro, mi iscrivo ad un corso di salsa. 



Da un po' di tempo, ho desiderio di mostrarmi, farvi vedere chi sono, pubblicare una mia foto sorridente magari in compagnia delle mie bassottine oppure travestita in vari modi.... Tuttavia, devo ancora fare i conti con una situazione lavorativa precaria e l'eventualita' di essere discriminata, lavorativamente parlando, mi spaventa ancora. Pero' voi aspettatemi, che sto arrivando! 


martedì 26 giugno 2012

La vera storia della canapa



Domenica e' stata una giornata particolare, bella. Era cominciata male, avevo dei giramenti di culo allucinanti, poi mi telefona il mitico dottor Roberto, una persona di cui vi ho gia' accennato in passato (vedi post Noi sclerosetti ci riconosciamo?), che mi invita a volare con non so cosa non so dove. Io gli chiedo se avesse letto o meno il mio messaggio, quello che gli avevo inviato la sera prima. Non l'aveva letto. Cosi' gli dico: Sai, ieri mi hai detto di cercare notizie sull'olio di canapa e cosi' in rete ho scoperto che proprio oggi c'e' il primo convegno sull'uso olio di canapa medica. Santi numi!!! Roberto mi ha detto: "tra un quarto d'ora sono da   te!". E cosi', abbiamo assistito a questo convegno tenuto dal Dottor Jonas Elia, un pediatra aperto di mente che cura disturbi vari, (anche Sclerosi Multipla!) con olio di canapa, malva rosa, melograno...http://modin.org/dott-jonas-elia/. Non vi nego che erano anche li' per vendere prodotti, dalle piante di malva rosa ai semi di canapa, allo shampoo alla canapa...ma del resto, chi non lo fa! Un  intervento su tutti mi ha colpito: quello di Massimiliano Verga, sociologo e padre di Moreno, un bambino handicappato di 8 anni, che soffre di attacchi epilettici dall'eta' tre anni. Verga, impacciato, ci ha spiegato di come le avesse tentate tutte con questo piccino che aveva anche otto attacchi di epilessia al giorno. E allora, il tentativo disperato di utilizzare l'olio di canapa. Moreno non e' guarito, ma gli attacchi diminuiscono significativamente, grazie alla canapa!! (Per saperne di piu': "Ziguli'", di Massimiliano Verga, edito da Mondadori).
Mi si e' accesa una lampadina. Non si parla mai dei benefici della canapa alla nostra salute, anzi. La sostanza viene demonizzata e, nel migliore dei casi, relegata nel settore delle droghe leggere. Cio' che ho sentito al convegno mi ha molto colpito. E non soltanto me, anche Roberto, il mio amico medico, affetto da cancro alla prostata. Dopo il convegno, siamo andati a prendere un gelato e, anche insieme a Max e i cani, siamo stati a casa di Roberto fino alle nove e mezza di sera, a guardare un video che mi ha davvero sorpreso e mi ha fatto cambiare idea sulla cannabis. Date un'occhiata al link qui sotto oppure cercate in rete "La vera storia della canapa". Non e' roba per fattoni che cercano una giustificazione medica per la loro dipendenza! Vengono presentati numerosi casi di tumore e tante altre patologie, curate dalla canapa, che e', a tutti gli effetti, una medicina proibita. Guardatelo! Nel video, si parla anche di un certo Rick Simson, un canadese che coltiva canapa sativa e la vende o la regala ai malati (non ho ben capito...). Sembra che quel tipo di canapa sia piu' efficace. http://phoenixtears.ca/ Mi sento proprio come Grace, ne L'erba di Grace...! 




Ho provato a farmi qualche canna da ragazza, ma non mi e' particolarmente piaciuto. Attualmente, avrei preferito farmi una canna che prendere uno psicofarmaco, ma non avrei mai pensato di curarmi con la canapa. Da due giorni, prendo tre cucchiai al giorno di olio di canapa e cinquanta gocce di un integratore alimentare a base di estratti vegetali (Jonas gocce), entrambi prodotti da Emuna. http://www.emuna.it. Del resto, la mia nuova neurologa omeopata non ha terapie "preventive" per me, per cui mi guardo intorno: star bene e' il mio primo pensiero. Anche se siete scettici, date un'occhiata la film, ne vale la pena! Intanto, vi tengo aggiornati sul mio stato psicofisico nei prossimi giorni...Evviva la fattanza! 

 P.S.: In rete ho trovato questo titolo, ’Marijuana, la medicina proibita’, scritto nel 2002 da Lester Grinspoon

sabato 16 giugno 2012

Da soli nella giungla



Ciaooooo. Questa e' la sensazione che provo da un tempo indefinito che va, piu' meno, da quando Aism ha scelto di non finanziare la sperimentazione di Zamboni, fino ai giorni nostri. Mentre prima di quel momento mi sentivo in una botte di ferro, sostenuta e coccolata, se non dai neurologi, almeno dall'associazione, dopo quel "no", ho provato stupore e smarrimento. A poco e' valso leggere e rileggere le comunicazioni ufficiali del diniego verso una sperimentazione definita "prematura": la mia delusione ha preso il sopravvento. Io penso che tutti i malati del mondo abbiano una cosa in comune: il desiderio di star bene, anzi di guarire. Eppure, ad un certo punto, forse anche senza rendercene conto, ci siamo divisi in due fazioni: pro e contro Zamboni. I risultati sono stati molto piu' spiacevoli di futili litigi su Facebook: e' nato il caos nel mondo della neurologia e a seguire, sono cominciate le corse di noi disperati. Cerchiamo di analizzare la situazione se possibile: tendenzialmente i nostri neurologi erano, all'inizio, se non del tutto contrari alla scoperta del Prof. Zamboni, almeno scettici. Mettiamoci nei loro panni: dopo anni e anni di studi e ricerche su questa malattia imprevedibile, arriva un bel chirurgo vascolare che nulla ne sa di neurologia, e tie', te trova un'ipotesi di cura sulla SM. (Le parole vanno scelte accuratamente in questi casi). Il neurologo da cui ero seguita in precedenza era imbufalito, sentiva minato il suo posto nel firmamento delle stelle della neurologia, quando mi urlava in faccia che il suo centro era annoverato tra le eccellenze italiane ed era stato anche elogiato da Rita Levi Montalcini. Non riusciva a capire, nonostante avessi cercato di spiegarglielo da un paio d'anni, che l'interferone mi stava uccidendo lentamente e che soltanto per questo motivo, avevo smesso, non volendo continuare a vivere una vita da malata, con la speranza di morire sana. Dal mio abbandono delle terapie preventive, e' cominciato un subdolo "mobbing" (passatemi il termine), a volte inframmezzato da accessi d'ira verso la mia scelta di vita, discutibile ma sacrosanta. E udite udite, con sommo dispiacere, ho cambiato centro, perche' non era piu' possibile proseguire li' dov'ero. Qui lo scrivo, senza negarlo, che da quando avevo smesso l'interferone, avevo ricominciato a vivere, ma ero entrata nella schiera dei malati di serie B. Per un motivo imponderabile e inspiegabile, i medici mi trattavano diversamente, in malo modo, oscillando tra lo stizzito e lo scocciato. Su suggerimento della mia psicoterapeuta, scelsi un altro centro di nota fama. Memore del trattamento ricevuto in precedenza, resi subito note le mie intenzioni di non assumere nessuna terapia farmacologica, a meno che non si fosse trattato di una pasticca (sono agofobica) che non avesse effetti collaterali devastanti e non mettesse a rischio la mia vita. Il responsabile cerco' di farmi cambiare idea e di trovare una terapia farmacologica adatta a me (e' il suo lavoro), poi ad un certo punto non ci siamo piu'  incontrati, non so se per caso o meno. Soltanto una dottoressa, incazzata con la vita e nervosa al punto di mangiarsi le unghie come un'adolescente confusa, mi maltratta piu' volte. Non so se sia un'antipatia a pelle nei miei confronti, o di nuovo la mia "folle" scelta di non iniziare terapie che mi devastano, indispone questi medici. Sta di fatto che nell'ultimo colloquio (aprile 2012), mi spinge a fare di tutto, sparando come se fosse un pallottoliere impazzito, Tysabri, Interferone tre volte a settimana, una volta a settimana, poi il Fingolimod (alle mie titubanze visti i decessi avvenuti a causa (?) della pasticca magica, mi rassicura che si e' trattato soltanto del 3% dei casi. Allora stiamo a posto!!!). Vedendo che ero preparata in materia, ma soprattuto consapevole della mia scelta, ha montato un incazzatura che ha sfogato soprattuto sul mio piede con la penna che mi ha passato sopra (al piede), facendomi un male cane. Sembrava essere incazzata del fatto che stessi bene, nonostante la placca attiva. Esattamente come era accaduto nell'altro centro, mi sono sentita di nuovo spinta in un bivio: o accettare le proposte di cura preventiva o ad andar via. A discolpa di questi medici ottusi, ho compreso che non posso farmi seguire da un medico se non intendo seguire le sue indicazioni. Del resto pero, non potevo certo farmi seguire dal ferramenta sotto casa, per questo mi sono rivolta ad un neurologo! A suffragare il diritto di ogni malato di curarsi come meglio crede e anche di non curarsi, scrivo queste righe e le lascio qui, sperando che qualcuno raccolga questo messaggio nella bottiglia nel mare del web. Ognuno ha diritto di scegliere la cura che preferisce e il neurologo dovrebbe accettare la scelta del paziente e sostenerlo anche se non lo condivide. Dietro queste scelte c'e' tanta sofferenza e queste  scelte meritano rispetto! Non chiedo di sentirmi dire brava, ma almeno di non essere maltrattata!


Io non sono pro Zamboni e contro le terapie preventive, a favore del fingolimod e contro la tachipirina. Credo pero' che le cure debbano essere plasmate su OGNUNO di noi e non il contrario. La necessita' di personalizzazione della cura e' una realta' alla quale non si puo' voltare le spalle, soprattutto se hai fatto un giuramento di Ippocrate. Come ho detto all'ultimo neurologo che ho salutato: "Se domani trova una pasticca che non fa star male, ne' morire, mi faccia una telefonata". Voglio stare bene e per star bene, sto cercando cure, omeopatiche o allopatiche, che non mi facciano star male, altrimenti le trovo inutili. Nel frattempo, ho conosciuto la mia terza neurologa, e spero sia l'ultima, al centro di medicina omeopatica hannemaniana. Carina e senza peli sulla lingua. Ma niente protocolli, solo controlli. Mi abituero'!


Torniamo alla sensazione di sentirsi nella giungla. Ogni medico ha il suo pensiero e le sue convinzioni, mentre noi abbiamo la nostra malattia e vogliamo guarire. Un neurologo ti dice che la cura Zamboni non funziona, poi cambia idea, un altro ti racconta che sono stati fatti degli studi e hanno dimostrato che non c'e' correlazione tra SM e CCSVI. Nel frattempo pero', spuntano articoli su studi americani, canadesi, cechi, ecc. che proverebbero non solo la correlazione tra le due patologie, ma addirittura un miglioramento della SM, a seguito dell'operazione di "liberazione". Aism finanzia Cosmo (uno studio che cerca di avvalorare la tesi della correlazione tra le due patologie), ma poi decide di non proseguire la ricerca, finanziando la sperimentazione su noi malati. Nel frattempo, mentre da noi in Italia ci si mette d'accordo sul da farsi, molti di noi che non hanno tempo di aspettare, volano per mete dell'est per operarsi in mano di non si sa bene chi. Alcuni medici sostengono che l'operazione abbia risultati migliori se si effettua quando si e' ancora in salute, (addirittura fermerebbe il progredire della malattia), mentre altri medici non sanno ancora dirlo con certezza. Qualcun altro, ti spiega che e' meglio non giocarsi la carta dell'operazione, se non hai dei sintomi gravi di SM, altrimenti potresti piu' sottoporti alla PTA in futuro. Alcuni effettuano l'ECD a fronte di 350 euro, (anche a 200 euro), alcuni operano con 5000 euro, mentre alcuni ospedali "liberano" gratuitamente. Alcuni malati si sentono rinati dopo l'operazione e raccontano i loro miglioramenti (ne ho conosciuti), altri sono peggiorati (non ne ho conosciuti). Telefonate, colloqui, ricerche in rete, aiuto da sclerosette come me (un bacio a Maria Lucia e Monia!), continuo a cercare la mia strada e a sentirmi spaesata come se fossi nella giungla. Se avete bisogno di qualche informazione o numero di telefono, contattatemi, vi giro tutte le liane, ops, tutto quello che ho trovato nella giungla. 

AAAaaaaaAAAAAHHHHHHHHAAAaaaaaAAAAAAHHAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!


domenica 10 giugno 2012

Antonella Ferrari Revolution

Ciaooooo! Come la va? Ieri sono stata per la prima volta nella nuova sede Aism di Roma...che dirvi? Fantasmagorica! In Via Cavour, a pochi metri in realta' dall'ex sede, ma tutta un'altra storia. Si trova a piano terra e potete vederla subito, al civico 179...e non e' finita: tanto spazio, niente barriere, e' accessibile a tutti!!!!!! Era ora che Roma avesse una sede degna di questo nome e che potesse accogliere tutti: abili e diversamente abili. Avevo fatto delle ricerche per acquistare la nuova sede su Crowdrise, http://www.crowdrise.com/, un sito per raccolte fondi, ma per statuto, non e' stato possibile lanciare il progetto e per fortuna, non e' servito!


Bando alle ciance! Ieri mi sono recata all'Aism, soprattutto per incontrare Antonella Ferrari...l'attrice sclerosetta anche lei, potente come la dinamite, eppure squisitamente "normale". Sono emozionata a scrivere queste righe, perche' non vorrei banalizzare una persona e una storia davvero speciali, nonostante lei, Antonella, sia semplicemente una di noi. L'ultima volta che avevo chiesto un autografo avevo 14 anni e da allora, sono passati 19 lunghi anni, prima che sentissi questo desiderio, ieri.
Antonella Ferrari l'ho conosciuta quando qualche anni fa ero una spettatrice di Centovetrine. All'epoca non ero malata e, se lo ero, non lo sapevo. Mi colpi' tanto quell'attrice di bell'aspetto che recitava con le sue stampelle colorate. Mi colpiva la sua normalita' nella diversita', mi stuzzicava la fantasia quella ragazza che recitava nonostante fosse malata. Ero una ragazza sensibile, ma non riuscivo a capire quasi come fosse possibile il connubio tra malattia e carriera televisiva. In realta', che idea avevo all'epoca dei malati? E poi, mi stupirono queste stampelle colorate, come espressione giocosa di un attrezzo che e' con te tutti i giorni, ti aiuta nei movimenti per te difficili e tu, invece di vergognartene, li abbellisci e li rendi un accessorio colorato quasi fashion. Le trovai geniali! Provai molta ammirazione per quell'attrice e il suo modo di affrontare la malattia nel mondo del lavoro. Poi ho avuto la mia diagnosi anch'io a 29 anni e oggi comprendo dal di dentro tante cose che prima potevo osservare soltanto da spettatrice.
Cio' che di lei mi colpisce e che mi rende anche orgogliosa, in quanto sclerosetta, e' che non si e' arresa e ha inseguito i suoi sogni. Magari ha dovuto aggiustarli su misura della malattia, abbandonando la danza per la recitazione, ma e' una che non si e' rintanata in casa ad autocommiserarsi, ne' tanto meno e' andata in giro a fare il pianto greco per farsi dare uno straccio di parte in una fiction, in quanto disabile. No, no. La lezione piu' grande che ci ha dato ieri, e in generale con il suo esempio di vita, e' che considera la sua malattia come un DATO DI FATTO. La malattia c'e', pero' lei e' un'attrice e questo cerca di fare nella sua vita. Vi sembra un concetto strano? Oppure scontato? In realta', non e' ne' l'uno, ne' l'altro, ma e' al tempo stesso un messaggio molto difficile da trasmettere a chi non ha che fare con una disabilita' di qualsiasi tipo. Non solo: credo sia un esempio unico in Italia, nel suo genere. Di solito, per chi e' disabile o malato, si prova compassione e spesso si crede che il nostro ruolo sia ai margini della societa'. Ma Antonella Ferrari e' una bella donna, una brava attrice, una moglie amata, una donna realizzata e questo fa si' che nell'immaginario collettivo possa cambiare per la prima volta l'idea che malato faccia rima con sfigato. Non importa che alcuni professionisti non riescano ancora ad andare oltre alle apparenze, oltre le stampelle o la sedia a rotelle, lei ci prova e ci riesce. Finalmente qualcuno che da' lustro a noi malati, con il suo esempio, semplicemente essendo quello che e'. Questa e' RIVOLUZIONE PURA
L'autogafo me lo sono fatto fare sulle foto di Antonella che preferisco: quella in cui scia, (si, avete capito bene, LEI SCIA) e accanto a due in cui lei e' ritratta sulla sedia a rotelle (si, avete capito bene, belle foto artistiche, accanto alla SEDIA A ROTELLE). Questa e' RIVOLUZIONE PURA! Le foto potete ammirarle sul sito ufficiale di Antonella Ferrari: http://www.antonellaferrari.it/. Intanto, guardate questa immagine scovata in rete:



Vi consiglio di acquistare il libro che ci ha presentato ieri sulla sua vita e la sua esperienza della SM: Piu' forte del destino. Tra camici e paillette. La mia lotta alla sclerosi multipla, edito da Mondadori. Non l'ho ancora cominciato, ma che ve lo dico a fa', non vedo l'ora!!

martedì 29 maggio 2012

Aloe arborescens



Bon soir! Stasera Max mi ha fatto vedere un e-book che parla dell'Aloe Arborescens e dei suoi incredibili benefici. Sapete che sono curiosa e che cerco cure alternative all'interferone, fingolimod e tysabri...e cercando cercando notizie sulla zeolite (un'altra sostanza di cui ancora non so granche'), Max si e' imbattuto in un sito che definiva questa pianta, "la pianta dei miracoli". Certo, come sempre una buona dose di osservazione critica e' necessaria, ma la curiosita' e' d'obbligo quando si tratta della nostra salute. Occhio e cuore aperti! Il pdf e' su: http://www.saluteinerba.com/files/aloe_ebook.pdf.
Qui di seguito ho copiato sul pdf qualche stralcio che ha colpito la mia attenzione, oltre al fatto che a pag. 8 trovate un elenco delle patologie per le quali ne e' consigliabile l'utilizzo, tra cui la SM. Ovviamente, non credo che guarisca miracolosamente la nostra patologia, ma magari puo' apportare numerosi benefici alla nostra salute!

La pianta dell’aloe è sempre stata conosciuta per le sue eccezionali qualità terapeutiche. Addirittura più di 4000 anni fa veniva utilizzata dai Sumeri che ci hanno lasciato preziose testimonianze scolpite sulle loro tavolette di argilla.
Attraverso i millenni, l’aloe ha continuato ad essere usata per scopi farmacologici, fino a quando, dagli anni ’30 del secolo scorso, hanno incominciato a farsi avanti anche delle ricerche scientifiche a supporto delle eccezionali proprietà curative di questa pianta. Uno dei casi più eclatanti del secolo scorso riguarda un’equipe di medici americani che constatarono la veloce ripresa in soggetti sopravvissuti ma colpiti dalle radiazioni di Hiroshima e Nagasaki che avevano le bruciature curate con aloe; i medici constatarono con stupore l’incredibile velocità del processo rigenerativo e della riduzione del dolore e delle cicatrici che sembravano incurabili.
Successivamente, altri ricercatori statunitensi hanno riconosciuto che l’aloe è “eccezionalmente curativa” nel trattamento delle bruciature da radiazioni, oltre ad avere proprietà antinevralgiche, antibiotiche e di stimolazione cellulare. L’Aloe Arborescens è industrialmente meno impiegata dell’Aloe Barbadensis (Aloe Vera) in quanto più costosa ma con proprietà di molto superiori a quest’ultima.
L’Aloe Arborescens è un ottimo rimedio che contribuisce al benessere dell’organismo anche in casi dove il Sistema Immunitario risulta fortemente indebolito dopo terapie invasive e prolungate con farmaci di sintesi.

Mi informero' anche sull'azienda che la produce, a colpo d'occhio mi hanno fatto una buona impressione (www.saluteinerba.com, info@saluteinerba.com).
Intanto buona notte e state belli. :)