Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto medico: se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

lunedì 7 maggio 2012

Sere nere

Stanotte non ci siamo! Anzi, e' da tre giorni che non va e da sabato che non faccio altro che piangere e sono colta dall'ansia. Non riesco a dormire, mi sento persa, stanca, senza speranza. Ce la metto tutta, ma non e' semplice. Ho una placca attiva che non mi da' sintomi ma e' li' silenziosa a ricordarmi la sua esistenza. Lei, come le altre mi dicono: "Oggi stai bene, ma domani chi lo sa? Oggi cammini, ma domani chissa'? Come se non bastasse, dopo una vita trascorsa a lavorare e studiare come se fossi una che ha bisogno, mi ritrovo con occupazioni saltuarie, che arrivano, vanno, vengono e ritornano generosamente, senza assicurarmi la certezza del futuro. Certo, oggi chi e' sicuro del suo futuro?! Nessuno! E poi ho lasciato un lavoro sicuro, il negozio di famiglia dopo 17 anni, per mia scelta, perche' proprio non mi gratificava, mi sentivo spegnere lentamente ogni giorno e mi sembrava di gettare al vento la mia vita. E almeno oggi lavoro quasi sempre e svolgo un mestiere meraviglioso: quello dell'insegnamento, a contatto con bambini stupendi! Aspetto una liquidazione che dopo 17 anni di lavoro non arriva, le spese mediche da pagare che non mi danno tregua (mi curo con l'omeopatia, quindi pago tutto!), i conguagli fantasmagorici di luce e gas...e la pancia che mi fa male, le lacrime che scendono, il sonno che non arriva....sono distrutta e spero che questa crisi sia la mia rinascita. Ho tante idee, tanto ottimismo e voglia di fare, ma allo stesso tempo necessito di serenita' per scegliere la mia strada. A volte e ultimamente, tutti questi problemi messi assieme mi tolgono il respiro. Non bisogna fissarsi sui problemi, ma sulle soluzioni. Me lo ripeto e di solito funziona, ma oggi e' un giorno nero, una notte nera. Vorrei chiudere gli occhi e sparire. Chiudere gli occhi ed essere sollevata, non avere piu' il peso sullo stomaco, il nodo alla gola, gli occhi gonfi. Che brutto post!


Le relazioni familiari sono quanto di piu' complesso esista al mondo. Quando ho ricevuto la mia diagnosi di SM, con me c'era solo mia madre. Figuriamoci se mio padre veniva...non c'era appena sono nata, non e' venuto alla mia laurea, non poteva certo venire ai controlli. Non e' cattivo, ma la sua vita ruota tutta intorno al suo negozio e non esiste altro. Abbiamo pianto, mia madre ed io, mentre quel medico sadico mi diceva di andare in vacanza tranquilla, un attimo dopo avermi svelato l'infausta diagnosi. Quell'anno sono tornata in vacanza con i miei dopo 10 anni. Ero persa, depressa, avvilita. Credo di aver avuto pensieri mortiferi, anche se io adoro la vita. La malattia mi ha segnato profondamente, non sono piu' la stessa, credo di essere cambiata in meglio, anche se mi ha madre una volta mi ha detto che mi sono incattivita. Lei e' una di quelle madri ansiose e bisognose di controllo anche quando i figli hanno superato di gran lunga la maggiore eta'. Quando fai come dice lei va tutto bene, altrimenti sei cattivo... Io ero una giovane donna disperata che si doveva riprendere dallo choc, non avevo le forze per supportare nessun altro e finalmente, a 29 anni e per la prima volta in vita mia, ho pensato solo a me stessa. Non potevo tenere anche l'ansia degli altri e cosi' ho detto a mia madre che  volevo andare alle visite da sola. Le forze che avevo non erano neanche sufficienti, ho impiegato tanto tempo per riprendermi dallo choc, affrontare la malattia, affrontare una "cura" devastante e tutte le paure, le ansie e la depressione che mi hanno colto. Per fortuna, accanto a me, capitava per caso (mmm....) uno sconosciuto, Max, che mi ha aiutato e coccolato. Nei due anni in cui ho fatto l'interferone mio padre e mio fratello neanche me li ricordo. Il buio totale. Della malattia non parlavano quasi. Anzi, se qualche volta ho cercato conforto in mio padre, lui si girava dall'altra parte, mio fratello cambiava discorso. Indubbiamente, era un chiaro sintomo di non voler affrontare la faccenda, pero' io non sono un'assistente sociale e neanche una psicologa, per cui il risultato e' che mi sono sentita abbandonata dalla mia famiglia. E per molto tempo, ho provato molta rabbia verso tutti e tre. Quando una persona riceve una diagnosi grave, anche la sua famiglia, in un certo senso, ne e' colpita. Lavoravamo insieme ed io ero rotta, con l'interferone che mi fiaccava terribilmente, la tristezza e tutto il resto...ma nulla e' cambiato nel nostro negozio: mio padre ha continuato ad aprire 13-14 ore al giorno, mio fratello a venire tardi a lavoro, mia madre a lavorare part-time ed io a lavorare 6 giorni a settimana, per 8 ore al giorno, la domenica, le feste...tranne quando stavo male che restavo a casa o  quando non ce la facevo e chiedevo di tornare a casa. Tutto scorreva come se non fosse successo niente. Io dopo il lavoro, non ero piu' in grado di fare nulla e vegetavo sul divano fino a sera. Avevo trovato rifugio nella nostra casa al mare, per 24 ore la settimana: alle 17 del sabato staccavo dal lavoro e partivo per il mare e il giorno dopo in serata tornavo a Roma, perche' non sia mai, il lunedi' bisognava essere al negozio! Non c'era sconto per una figlia nelle mie condizioni! Non solo: mia madre mi ha assalito piu' volte, perche' a suo dire, lasciavo sporca la "nostra" casa al mare e mi urlava e insultava, dicendomi che ero una donna sporca! In 24 ore quanto potevo sporcare, ma soprattutto quanto potevo pulire??? Sicche' mollai anche la casa al mare, perche' sinceramente subire le manie isteriche di qualcuno che non ha affrontato i suoi problemi, non era quello di cui avevo bisogno. I cani sporcano... e i figli puzzano.
Poi, a negozio erano sempre battutine contro il mio fidanzato da parte di tutti e tre i familiari. Certo Max e' un tipo che non resta indifferente: o ti piace da matti o non lo sopporti. Invece di occuparsi di una figlia e di una sorella che stava male, lo sport preferito dai miei era fare battutacce, tutti i giorni in continuazione. Io ero depressa e loro sparavano a zero. Del resto quando hai una routine monotona, finisci per dire sempre le stesse cose. Non vi piace Max? E 'STI CAZZI! Quando mai hanno accolto con gioia o almeno con educazione base un mio fidanzato?? Quando mai avremo la gioia e il piacere di stare a tavola tutti insieme in pace e serenita'?? Mio padre mi ha addirittura chiesto perche' avessi sempre le serrande di casa abbassate, "che facevamo cose strane??". Se intendeva del sesso, be' si effettivamente anch'io ho questa strana abitudine, mentre invece le serrande erano abbassate perche' non avevamo le finestre, senti che erotismo sfrenato!!! Comunque, ad un certo punto, mi sono autoridotta l'orario di lavoro. La cosa bizzarra e' che finche' due miei cari amici, Sara e Gianluca, non mi hanno fatto notare che lavoravo troppo, io non avevo pensato all'ipotesi di ridurmi l'orario. Come avrei mai osato lavorare meno, in una famiglia in cui l'unico valore sacrosanto e' il lavoro h24? In un primo momento, Gianluca voleva addirittura andare a parlare con i miei a tal proposito! Mi ha fatto davvero dispiacere la non cura dei miei familiari verso di me, magari sempre dovuta alla non accettazione della malattia, per carita', pero' anche per questo motivo, sono stata veramente incazzata con loro per molto tempo. E poi non hanno nemmeno nascosto un malcontento nei confronti della mia scelta. Per carita', dovevano lavorare di piu', ma la mia salute ra piu' importante. Pensate che mi madre aveva gia' pensato a tutto: se fossi andata sulla sedia a rotelle, mi avrebbe spostato su una sedia fissa o mobile (non ho capito bene...) alla postazione dei giochi ed io avrei potuto continuare a lavorare in negozio senza problemi anche da disabile! Ma vi rendete conto??? Invece di rassicurarmi e dirmi magari una falsa verita', (che in certi casi e' d'uopo!!!), mi aveva gia' pianificato un futuro da Boxing Helena!!! Non so dire se fosse piu' sconvolta lei o io! 
In tutto cio' poi, amici che mi volevano parlare un attimo, per riprendermi del mio comportamento, senza sapere tutti i retroscena e per andare contro Max, come se lui fosse la causa di tutti i mali, ma soprattutto del mio improvviso cambiamento. Tutti moralisti, tutti bravi a dire che facevo soffrire la famiglia, che non si fa cosi', che prima non ero cosi' ma ero cola'...BLA BLA BLA BLA BLA BLA... Se sopravvivi alla sclerosi e allo choc di averla, mori de rotture de cojoni. Ed io ora mi voglio liberare di tutto questo peso e restituire ad ognuno i propri zaini. Sono introversa, quando mi devo sfogare vengo qui e scrivo. Non risolvo niente forse, ma va meglio. Un bacio ai miei veri amici e abbasso la tristezza! 

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