Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto medico: se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

giovedì 1 gennaio 2015

Cosa resta


Passati i festeggiamenti, buon anno a tutti...sclerosetti belli e brutti...a tutti i follower, grazie per esservi uniti al blog! Silvia, Hairway to Steven, Gabriella, Docean, gli ultimi in ordine di tempo.

Continuano alcune mie riflessioni su temi antichi, forse ancora irrisolti. Del resto, anche Milan Kundera diceva che il passato è cangiante. Quando arriva una diagnosi cambia la vita di chi la riceve, ma anche di chi sta intorno...familiari, amici, parenti. Vi ho raccontato cosa è accaduto a me, ma cosa è accaduto a chi mi stava accanto PRIMA della diagnosi? Qualcosa vi ho accennato in vecchi post; certo, non posso rispondervi io, ma qualcosa possiamo tentare di comprenderla. Anzi no. Vi racconto e basta.


La famiglia

Mio padre e mio fratello totalmente assenti, come se non fosse successo niente. Niente. Mai visti in ospedale. Niente. Anzi, mio fratello, quando ancora lavoravo in famiglia, un giorno si arrabbiò con me, rimproverandomi di non venire mai al lavoro (non venivo a causa degli effetti collaterali dell'interferone) e fu, a sua volta, redarguito da mia cugina per l'assurdità di quello che stava dicendo. Io ho ascoltato entrambi allibita. La mia comprensione non arrivava fino a quel punto. Dopo qualche anno mio fratello mi ha detto che rispetto alla mia malattia "non sapeva cosa fare", quindi ha preferito non fare niente (aggiungo io). Di recente, la psicoterapeuta mi ha spiegato che i rimproveri di mio fratello erano un chiaro esempio di non accettazione della malattia. Quindi, ciò che a me sembrava un'ingiustizia terribile, era una sua difesa. La stessa modalità che ha utilizzato mia madre quando si scagliava contro di me perché non pulivo la nostra (sua) casa al mare in cui trascorrevo meno di 24 ore alla settimana. Disturbo ossessivo compulsivo a parte, non pulisci perché non ce la fai dato che sei malata. Visto che non lo accetto, ti urlo ogni volta che vado a casa al mare che sei sporca perché non pulisci. Però ti vorrei portare a Lourdes. Però non ti preparo una torta vegana perché non mi piace. E sono più di quattro anni che non vado a casa al mare. La stessa modalità di mio padre che non crede alla mia guarigione: semplicemente sono sana.
Gli altri familiari non li ho mai sentiti se non per gli auguri di routine e in due casi, sollecitati da mia madre per convincermi a riprendere l'interferone. Poche rare eccezioni sono rimasti a fianco in silenzio.

                         
Non lavori più come prima
Sei sempre sciatta
Sei una donna sporca
Da quando ti sei ammalata ti sei incattivita
Non lavori mai
Ma che t'ha fatto smette lui de' fuma'?!
Amélie è triste
Perché non ti curi?
C'avete le finestre sempre chiuse...che fate cose strane?!
Forse tua madre ti chiede di pulire casa per tirarti su il morale
Andiamo a Lourdes?!
Non vieni mai a lavoro
Si, è meglio che te ne vai...perché non lavori più come prima!
  ...




Gli amici di sempre


Con quello che hai pensi a queste cose
Noi non usciamo con chi rompe le palle con pippe varie
Da quando stai con lui sei sciatta, ti vesti male, sei spenta, regredita e hai brufoli
Ti fai cacare in bocca
Se ti mandiamo un messaggio in due dopo due anni, fattelo basta'
Tratti male i tuoi genitori
Se vuoi chiami, senno' ciao
Secondo me accentua
C'hai la sclerosi, ma vuoi mette con quello che avevo io?!
Mi hanno detto che hai una relazione complicata quindi non ti ho più chiamata
Questo pour parler non lo voglio più sentire
Sei te che sei sparita
Si, forse ti dovevamo chiamare
Ci siamo perse di vista
Sei cambiata
Rispondi male

...


Alcuni insulti me li sono risparmiati, cancellando mail e buttando lettere di risposta alle mie, ovviamente non leggendole nemmeno. Anch'io mi sono tolta qualche sassolino, mica sono Maria Goretti. E all'unico amico di sempre che mi manda gli auguri ho detto basta. Non si può pretendere che gli altri ci capiscano ma questo vale per tutti. 
Rimozione, non accettazione o semplicemente menefreghismo?! E da tutta questa esperienza, cosa resta? Che se una persona si ammala, ci incazziamo con lei, la mandiamo a fanculo, non la frequentiamo né sentiamo più e le diciamo pure in malo modo che è per colpa sua?! Mentre l'unica persona che le è stata (e le sta) a fianco, lo fa e l'ha fatto esclusivamente per interesse, per la casa, per la macchina e non per amore! E la plagia pure, la tratta male e la mette contro tutti! Però il manipolatore, opportunista è rimasto sempre accanto a me (per la casa, ovvio;)), mentre i suoi/nostri detrattori non li ho più visti. Mistero.
Sclerosetti...è la non accettazione ;). Non ve la prendete se vi abbandonano persone in cui credevate e che pensavate amiche...ne troverete altre! Ciò che resta è chi resta. (Per la casa, ovviamente;)). Dolcezza e comprensione non vi arriveranno forse dalle persone che amate, ma da altre si. Che amerete.


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