Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto: medico, se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

mercoledì 6 maggio 2015

Egoismo di sopravvivenza

Siccome la notte invece di dormire o fare l'amore guardo il soffitto, ho pensato di disquisire su un tema a me caro che ho battezzato egoismo di sopravvivenza. (Intendiamoci: la notte faccio l'amore e dormo, ma ultimamente mi sveglio sempre alle 4 o alle 5 e "cazzeggio" immersa nei miei pensieri fino a quando tutti a casa non si sono svegliati). L'egoismo di sopravvivenza è quel sentimento di protezione verso se stessi che ci consente di sopravvivere alle intemperie di alcuni momenti di vita più difficili, proteggendoci dalle incursioni emotive e ansiose delle persone che abbiamo a fianco (parenti ed amici). Io ho imparato a proteggermi in questo modo quasi subito dopo la diagnosi; più o meno dopo aver cominciato a realizzare che dovevo affrontare una malattia complessa. Certamente, dopo la diagnosi è cambiato tutto e, se da un lato necessitavo dell'affetto dei miei cari, dall'altro avevo bisogno di un più ampio spazio di manovra per ritirarmi su. Non potevo tenere l'ansia di chi avevo intorno, perché già la mia era un fardello troppo pesante. Mi ricordo che mia madre un giorno mi disse che "li avevo sbattuti fuori dalla mia vita", ma semplicemente, stavo pensando a me, prendendo le misure per capire come fare per risollevarmi e non avevo le forze per pensare a nessun altro. Ce l'ho fatta. Ed uno dei grandi insegnamenti che questo avvenimento della mia vita mi ha dato, è che in casi di emergenza bisogna essere egoisti per la necessità di sopravvivere. È un po' come il principio di emergenza in aereo, secondo il quale, devi assolutamente mettere la mascherina tu per primo, altrimenti non solo soccomberai, ma non potrai neanche aiutare gli altri. Questo principio continuo ad applicarlo anche quotidianamente se necessario. Mi sono ammalata anche per non averlo applicato prima. Ora prima penso a me e sono solida nella mia stabilità e poi, se ho tempo, voglia, possibilità e non mi reca danno, penso agli altri. 
Adesso resta da trovare una soluzione per dormire otto ore di fila: in teoria va tutto bene, ma in pratica alcuni piccoli pensieri mi turbano. Insomma, ho sconfitto una malattia? Di cosa posso aver  mai paura?! 

Nessun commento:

Posta un commento