Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto medico: se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

sabato 28 novembre 2015

Il cerchio magico delle emozioni


Ciao a tutti. Ho appena risposto ad una mail in stile Molly Bloom nell'Ulisse di Joyce che mi ha toccato scrivendomi di "avere avuto un tuffo al cuore leggendo il blog". E io cosa posso dirvi? Soltanto grazie per le email e i messaggi che mi mandate, perché vuol dire che almeno questo blog non è servito e non è utile soltanto a me. E vi pare poco?!
Vorrei parlarvi di una bellissima esperienza terminata un paio di settimane fa: il Master in PNL (avevo già seguito il Practitioner) e ho avuto modo di scoprire un mondo affascinante che non serve soltanto a manipolare le persone per vendere loro qualcosa che non vorrebbero comprare. Come tutti gli strumenti utili, può essere usato per scopi meno nobili e, soprattutto, in modi non integerrimi, ma questo ha a che fare con le nostre scelte personali, non con lo strumento in se stesso. Personalmente, lo userò per conoscere meglio me stessa ed aiutare chi ho intorno: alunni, amici, parenti (selezionati), gli stronzi chi se li caga. 
Alla fine del corso, faticoso tra l'altro, ci siamo salutati in un modo particolare, diverso, empatico: con il cerchio magico delle emozioni (il mio personale nome di battesimo è questo!). Ognuno di noi doveva scrivere su un foglietto la qualità che aveva riscontrato in ognuno dei partecipanti (apponendovi ovviamente anche il nome della persona con tale caratteristica e il proprio). Poi ci siamo disposti in cerchio tenendoci per mano e, a turno, ognuno di noi, si metteva nel centro e distribuiva a ciascuno di noi la sua qualità. Ognuno di noi la leggeva e, uno alla volta, senza staccarci dal grande "abbraccio", diceva alla persona al centro la qualità che quella stessa persona ci aveva attribuito. Terminando, in ultimo, tutti insieme, attorno alla persona al centro, accarezzandola o semplicemente tenendola per mano, continuando ognuno a ricordargli/le la qualità ricevuta. Baci e abbracci, molta empatia, commozione. Molto bello. Ormai possiamo dire con empatica certezza che quando critichi una persona così come quando la elogi, stai vedendo in quella persona un tuo difetto od un tuo pregio. Allora, le mie qualità le avevo tenute da conto nella tasca dei miei jeans che ho prontamente lavato in lavatrice...vediamo poi se le ricordo. Per prima cosa vorrei ricordare queste belle persone che ho conosciuto e i loro (miei) pregi. Se non sono esattamente quelli che ho loro attribuito alla fine del Master, glieli ho riconosciuti certamente strada facendo:

Laura, la resilienza;
Mara, l'indipendenza e la forza;

Alessandra, la dolcezza (e la forza);

Nadia, la materialità;

Livio, la capacità di accudimento;
Marco, la dolcezza; 
Vittorio, la simpatia (ma direi la tenerezza tutta la vita); 
Lulu, l'energia e la solarità; 
Daniela, l'organizzazione e l'onestà; 
Lucia, l'accoglienza;              
                                                          Gianmarco, il sorriso;
Roberto; la calma; 
Tonino, la semplicità; 
Daniela, la forza e l'indipendenza; 
Bruno, la simpatia e molto di più (non ricordo!); 
Teresa, l'energia e direi anche la curiosità (non sono sicura...). 
Le qualità della dolce Alessandra:).

Quando è stato il mio turno al centro, mi hanno accolto tutti, facendo un mio gesto ormai tipico:


Le qualità che mi avete attribuito sono: il sorriso, la dolcezza (più volte:)), la coerenza (chissà come?), gli stimoli interessanti, l'onestà, la simpatia, la cultura e poi daje tutta, non mi ricordo e non ha importanza. Ciò che conta è che le emozioni non sono cose da bambini, i quali sono maestri a riconoscerle e ad insegnarcele, e questo cerchio magico delle emozioni me lo porterò nel cuore. 
Questo post sul blog è per voi, Master Nelper e Team, con tanta peace and love e anche un po' di swish nel brush. State belli e non fatevi sedurre dall'inglese facile;).
Giuliana

mercoledì 11 novembre 2015

Il potere delle convinzioni



Le convinzioni sono delle generalizzazioni, distorsioni o cancellazioni che costituiscono la “certezza” della nostra realtà, influenzando i nostri punti di vista, il nostro centro interiore, i nostri comportamenti, stati d’animo e aspettative. Più semplicemente sono ciò che per noi è vero, (giusto o sbagliato), vale a dire la nostra realtà. Rappresentano quindi una componente chiave della nostra struttura profonda, insieme ai nostri criteri e i nostri valori. Per struttura profonda si intende la struttura propria, di ciascun essere umano, che dà significato alla realtà che ci circonda. Le nostre convinzioni sono come delle storie che ci raccontiamo, quindi quanto è “vero” e quanto è invece “illusione” nella nostra realtà individuale?

Penserete che le convinzioni nascano soprattutto da esperienze personali o che siano generate da noi stessi, invece molto spesso provengono anche da esperienze raccontate da amici, genitori, insegnanti, stampa e media in generale. 

Le convinzioni possono essere più o meno forti o deboli, potenzianti o limitanti. Quelle potenzianti permettono di vivere scelte utili al raggiungimento di mete nella vita e alla nostra realizzazione. Quelle limitanti restringono o limitano del tutto gli obiettivi e i desideri che si hanno. È possibile catalogarle anche in base alla loro utilità, vale a dire se sono utili o meno ad una determinata persona, in un dato contesto sociale e in un tempo preciso.

Nel suo libro “Il Potere della Parole e della PNL” , Robert Dilts (insegnante e ricercatore della PNL) sostiene che le convinzioni possono essere di tre tipi:

  • Senza speranza (non potrò mai trovare l’amore, sarò sempre grasso..);
  • Impotenti (non ce la farò mai, non posso cambiare le cose…);
  • Non sentirsi degni (nessuno mi ama, non merito la stima degli altri…).

Ce ne sono ovviamente molte altre! Diamo un’occhiata a quelle che seguono e chiediamoci se qualcuna ci passa per la testa, limitandoci nelle azioni:

Io non sono abbastanza bravo;
Non merito …(amore, denaro…)
Io non sono degno
Io sono cattivo (es: io sono un cattivo genitore…)
Io mai….
E’ troppo tardi per me… (cambiare lavoro, marito…)
Deludo sempre la gente
Io non posso cambiare
Sono troppo egoista, fannullone, debole….
Io non sono bello, non abbastanza magro, non abbastanza intelligente….
Mio padre era un alcolizzato e ciò significa che io….
Non potrò mai trovare l’amore
Tutti gli uomini non sono fedeli, tutte le donne sono….
Sarò sempre grasso
Ho un metabolismo lento
Odio l’esercizio
Il denaro è il male
Non sarò mai ricco
Non c’è mai abbastanza denaro per….
Il denaro rende infelice e soli
Il mio sogno non si avvererà


La più gettonata è senz’altro: Non posso farlo……

...e invece posso!:)

Questi rimproveri, queste accuse che ci muoviamo, costituiscono il nostro dialogo interiore, vale a dire il modo in cui parliamo a noi stessi. Se ciò che diciamo ogni giorno è negativo, ne verremo influenzati altrettanto negativamente e ci procureremo una sensazione di malessere psico-fisica che può sfociare in malattie più o meno gravi. Del resto, avete mai visto la psiche andare a spasso senza il corpo? Viceversa un dialogo interiore costruito da frasi positive e incoraggianti cambia il nostro modo di approcciarci alla vita, trasformando anche un evento negativo o una crisi in un’opportunità. È importante ciò che ci diciamo e come ce lo diciamo, vale a dire quali parole usiamo e il tono con il quale ci rivolgiamo a noi stessi. Come si possono cambiare le convinzioni negative? Una delle tecniche suggerite da Dilts per sfondare il “muro" di una convinzione è il contro-esempio: trovare anche una sola eccezione alla regola che contraddica, mettendo in discussione, la regola stessa (vedi foto della 500 rossa!). Un’altra possibilità è quella di ampliare la propria mappa mentale, magari iniziando con la ricerca dei contro esempi alla convinzione limitante e poi continuando a scoprire che esistono altri punti di vista utili da poter adottare. Un esercizio facile da realizzare per minimizzare e ridicolizzare gli effetti nefasti delle nostre convinzioni negative e gli auto-rimproveri, è quello di ripeterci mentalmente la convinzione limitante utilizzando la voce di Paperino o Gatto Silvestro. Provate: “Non troverò mai l’amore…” oppure “…nessuno mi stima…” oppure “…Non combino mai nulla di buono”. 
Richard Bandler sul libro “Il potere dell’inconscio e della PNL” scrive: 

Quindi considerato quanto potenti possono essere le convinzioni, fermatevi un attimo e pensate alle cose più meravigliose che voi potreste avere, o fare, se semplicemente prendere la convinzione che vi impedisce di imparare qualsiasi cosa nuova in modo incredibilmente felice e veloce, la cambiaste. Come sareste, se foste in grado di sfruttare al meglio la capacità della vostra mente  ha di alterare i propri stati, in maniera tale, ad esempio, da poter aprire gli occhi e vedere che avete creato qualcosa di meraviglioso e fantastico…[…]”, p.139.

Un esercizio suggerito dallo stesso Bandler, nel testo sopracitato (pp. 139-140), consiste nello scrivere su un foglio le convinzioni che vorremmo abbandonare e i cambiamenti da inserire al loro posto in due colonne distinte. In una terza colonna appunteremo dettagliatamente in che modo la nostra vita migliorerebbe, fatti questi cambiamenti. Bandler consiglia di essere specifici in termini sensoriali, descrivendo nel dettaglio cosa vedremmo, che suoni sentiremmo, che sensazioni, odori e gusti percepiremmo una volta apportati questi cambiamenti. Una riflessione dell’autore è che “una convinzione può cambiare soltanto se cambia il modo in cui la convinzione è archiviata nel cervello. Per poter distinguere tra qualcosa di possibile e qualcos’altro di impossibile, è necessario che le due convinzioni differiscano in qualche maniera”.
Un altro elemento degno di nota è che il nostro cervello impara velocemente e, se le informazioni vengono date troppo lentamente, non impara perché non è in grado di individuare schemi ricorrenti. È su questo principio che si basa lo “swish”, la tecnica di rimpiazzo delle convinzioni limitanti con quelle positive. 


La PNL offre altre tecniche per cambiare le convinzioni negative: le submodalità, le ancore e anche i metamodelli offrono un grande spunto di riflessione e cambiamento. L’importante è trovare la risposta giusta dentro di noi e lanciarsi andare nel cambiamento senza timore.