Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto: medico, se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

venerdì 1 luglio 2016

Bud Spencer/ Terence Hill - Io sto con gli ippopotami - Grau grau grau



Sclerosette/i di tutto il mondo...e non, godete con questa bella canzone che a me ricorda l'infanzia e penso anche a voi (almeno a chi era bambino negli anni '80). Grazie Bud Spencer!:) Ieri sono anche andata in Campidoglio per salutarlo nella camera ardente...non l'ho mai fatto per nessuno. Ragazzi, ma quante volte ho visto questo film, e in particolare, la scena in cui lui e Terence Hill mangiano come maiali al pranzo del cattivo; e subito dopo, mio fratello ed io affamati come pazzi, di corsa a mangiare, a qualsiasi ora, e anche se avevamo già cenato. Pensate che questa canzone l'ho fatta sentire ai miei bambini a scuola per cantarla insieme, due anni fa...

 Che la cacca di pecora nana sia con voi! 

Alla tenera età di 37 anni mi sono comprata la mia prima macchina. Mia mia. Che felicità! Ormai, sono diventata grande senza se e senza ma, almeno anagraficamente, e vado per i 40 anni. Che posso raccontarvi? Sto bene. Ho i problemi e i dubbi di una qualsiasi donna della mia età: le prime rughe, i primi capelli bianchi, sposarsi si o no, avere figli si o no, lanciarsi nell'apertura di un'azienda propria (cazzo, quanto mi va...ops! Scusate, ho detto cazzo), pubblicare i miei libri, tradurre in tedesco la mia tesi. Ma soprattutto, ormai ho deciso: l'anno prossimo mi iscrivo al corso di giocoleria e, nei prossimi due anni, voglio esibirmi in un concerto di pianoforte. Sono peggiorata? Si?! E quanto è bello! Malattia per stronza che tu sia, tu mi hai fatto una magia;).

Mentre Max ed io pensiamo sul da farsi, mio fratello si è sposato;).


8 commenti:

  1. Sono arrivata al tuo blog per caso, me lo sono "divorato", certo non ho letto tutto, e mi ha colpita la tua forza e determinazione e quella specie di follia che è difficile avere in certe situazioni.
    So cosa è la sm, la vivo da vicino e mi sento impotente perchè non posso essere di aiuto.
    Ho letto la tua storia ed ora mi chiedo: ne parlo con la mia amica che ne soffre? Creo false speranze? Quale fondamento c'è sulla relazione tra sm e alimentazione?
    Se tu potessi darmi un consiglio te ne sarei grata. Grazie!

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  2. Ciao Anonima,
    nulla accade per caso e ti ringrazio tanto per essere arrivata nel mio blog: mi sarebbe piaciuto avere un'amica come te.
    Allora, andiamo con ordine: Si, io gliene parlerei alla tua amica poiché non sono affatto false speranze. Il mio primo passo verso questa direzione l'ho mosso grazie al mio omeopata che mi parlò del metodo Kousmine (lei stessa, un medico) che curava la SM con un'alimentazione ricca di alimenti "vivi" (questo aggettivo mi colpì moltissimo). Poi sono passata al vegetale per motivi più pratici che altro.
    La domanda che si deve porre la tua amica è se lei vuole guarire, se è pronta ad abbandonare i motivi che l'hanno portata ad ammalarsi e se ha voglia di prendersi la responsabilità di prendersi cura della sua salute. Sembrano domande da pseudo-sciamana dell'angolo della strada ma non è così. La guarigione dipende da noi e la sclerosi a placche non è inguaribile (titolo di un libro della Dottoressa Kousmine, il primo che lessi). Leggi The China Study, vai sul sito di Valdo Vaccaro e dai un'occhiata alla bibliografia sul mio sito: trovi testi e link utili. Per qualsiasi domanda, io ci sono, qui o in privato (sclerosette@gmail.com), per te e per la tua amica.
    Aspetto tue notizie
    Giuliana

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  3. Ciao Giuliana!
    Grazie per la tua risposta. Ho letto un pò di cose, anche sull'alimentazione, ad esempio sull'importnza di eliminare il latte e le farine ma non la carne, ma ho letto poco o forse ho capito male.
    Mi ha colpito il fatto che tu non abbia preso del cortisone per la neurite, la mia amica l'ha avuta due volte e da un occhio non vedeva e ha dovuto fare delle flebo di cortisone in ospedale entrambe le volte. Tu l'hai curata solo con l'omeopatia? Con prodotti specifici? Lei ha paura che in qualsiasi momento della giornata possa all'improvviso non vedere o non riuscire a camminare, ecc.
    Se non ho capito male la tua "terapia" non è legata solo all'alimentazione ma anche a smuovere qualcosa a livello psicologico, o sbaglio?
    Scusami per le tante domande, ma mi si è aperto un nuovo mondo.
    Grazie! Anna

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  4. Ciao Giuliana,
    volevo scusarmi se con le mie domande forse sono stata una scocciatura,non avendomi risposto immagino che non ne avessi piacere e me ne scuso.
    Ti auguro buon tutto.

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  5. Ciao Anna,
    scherzi?! È solo che sono partita una settimana per lavoro e non ho potuto risponderti finora...spero di rimediare.
    Prima risposta: sono stupita anch'io di non aver preso il cortisone, nel senso che, fino a quel momento credevo fosse impossibile evitare i farmaci. Comunque, ho preso la Belladonna (equivalente del cortisone in omeopatia). Poi anche altri rimedi omeopatici su prescrizione del medico omeopata.
    Seconda risposta: io ho preso l'interferone per quasi 2 anni, ma visto che mi faceva stare male (per usare un eufemismo), l'ho mollato e ho cercato alternative: ho usato omeopatia e contemporaneamente l'alimentazione (prima con la Kousmine e poi con la dieta vegetale). A poco a poco, ho mollato del tutto l'omeopatia (non ho più sintomi) e mi sono concentrata sull'alimentazione. Vedi la pagina "La mia SM" per altre informazioni.
    La paura mi ha fatto prendere scelte molto stupide. Capisco la tua amica e quasi non so come spiegarti come si fa a non averne. Io non ne ho più, forse perché, a poco a poco, le mie scelte di salute mi hanno dato ragione.
    In ultimo, sì: tutte le scelte salutiste sono state appoggiate e sostenute da un percorso psicoterapico: è inutile prendere l'alimentazione come una pillola miracolosa. La guarigione è tua e dipende solo da te: non può farlo qualcun altro!
    Qualsiasi domanda, tua e della tua amica, io sono qui e ne parlo volentieri. Ti ho lasciato anche la mia email, se vuoi.
    Perdona il ritardo, un abbraccio con coraggio.
    Giuliana

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  6. Ciao Giuliana!
    Grazie per la tua risposta.
    Temo un po’ lo scrivere la realtà delle cose perché non vorrei che qualcuno sapesse chi sono e scoprisse chi è la persona che non sta bene perché lo sanno in pochissime persone, è una sorta di protezione, lei non vorrebbe che gli altri sappiano qualcosa.
    Non ho ancora fatto vedere il tuo blog e la tua testimonianza perché oltre alla speranza ci sono anche letture non proprio ottimiste, e non vorrei portare ulteriore sconforto dove già c’è tanto dolore. Quindi non so cosa fare……
    Lei è stata portata da un medico omeopata che oltre ad una seduta di tipo psicoterapeutico, per smuovere qualcosa dentro e un analizzare la storia familiare, le ha prescritto vari integratori e fialette da bere e un’alimentazione totalmente priva di latte, ed eliminare o ridurre frumento, uova e limitare la carne rossa. Tu cosa ne pensi? Questo medico ha detto che in realtà non ha la sm, sono frasi che spiazzano.
    In questi casi si è un po’ in balia degli eventi, ovviamente la neurologa non è al corrente di questo consulto.
    Grazie del tuo parere e scusa il disturbo.

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  8. Ciao Anna,mi spiace molto per la tua amica e, se non l'ho già scritto, mi sarebbe tanto piaciuto avere un'amica come te. Dunque, che lei si senta in balia degli eventi è una sensazione che ho provato e la comprendo in pieno. Tuttavia, l'unico modo che ha la tua amica di superare questa sensazione da "lavatrice in centrifuga" è occuparsi lei stessa della sua patologia o problematica o più semplicemente nodo da sciogliere. Fino a quando ho delegato la responsabilità della mia salute agli altri (i medici soprattutto), non ho avuto visone totale e personale di quello che mi stava accadendo. Nascondersi o far finta di niente non cambierà le cose. Queste situazioni fanno soffrire, punto. Ma se la tua amica comincia a leggere storia diverse, scelte diverse, strade alternative a quella ufficiale e, soprattutto anche fare un percorso psicoterapico, per capire cosa cambiare nella sua vita, riuscirà a stare meglio e trovare una soluzione. È un percorso tortuoso ma che ti conduce alla libertà. Ricordati che nessun medico possiede nessun paziente: ognuno di noi è libero di richiedere tutti i consulti che vuole e valutare consapevolmente le sue scelte. Le diagnosi, spesso, sono sbagliate e se sono giuste ci sono tante alternative, non costose ed efficaci: serve solo il nostro impegno.
    Sono qui per voi, quando vuoi.

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