Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. E soprattutto medico: se magni, fumi e bevi come un cesso rotto e sei il ritratto dell'insalubrità e dell'infelicità, non mi venire a parlare di salute!!!
Ippocrate (la prima parte;))

giovedì 2 novembre 2017

Serata malinconica

Ciao sclerosette/i di tutto il mondo e non. Eccoci qua, dopo tanto tempo. Ormai sono una ragazza attempata, ho da fare: lavoro, casa, varie ed eventuali e, a volte, ho come l'impressione di scappare dal blog, (altre non ho proprio tempo!), come se fosse un specchio nel quale non voglio guardarmi. Tante cose son cambiate da quando ho scritto il primo post, nove anni fa. Spero che abbiate sentito la mia intervista a Radio Godot. L'emozione è stata così tanta che ho forse dimenticato di dire qualcosa di importante: il fatto di essere guarita dalla "paura" della malattia. La paura, è una sega mentale, ed io ho avuto molta paura della SM, dei sintomi, di peggiorare, di restare sola...e così e per questo motivo ho acconsentito al suicidio assistito dell'interferone che mi ha tolto tante cose belle tra cui la possibilità di una gravidanza. A volte vorrei venire qui e urlarlo, eppure non lo faccio. Ho deciso di cambiare: affrontare le difficoltà e pure stare male, se serve. È che a volte le parole non possono spiegare i sentimenti: le parole concrete, che suonano, che si scrivono o si dicono, non possono rappresentare i sentimenti che fuggono, gli stati d'animo impalpabili.

"Raccontami una storia", dipinto su un muro in zona Primavalle.

Ritornando alla parola "guarire", sembra di doverla sempre utilizzare con le pinze. Io stessa ho fatto fatica ad usarla e a dirmi che, sí ero guarita, poiché da anni non ho sintomi. Eppure quando qualcuno la usa mi sento a disagio, quasi fosse un sacrilegio, una bugia, una follia. Del resto, le risposte brevi non esistono, mentre invece, spesso, gli interlocutori desiderano una risposta breve ad una domanda complessa. Cari voi, che a volte mi chiedete se sono guarita, guardandomi con sospetto, allora vi dico che sì, sono guarita dalla paura della malattia. E questo va molto al di là dell'essere semplicemente guarita. Se poi vogliamo essere speciosi, fiduciosi e per nulla superstiziosi, allora vi dico che non ho sintomi da molti anni, non vado ormai più dal neurologo da tempo e ho dimenticato l'ultima risonanza. Ci vuole coraggio a prendersi la responsabilità della propria salute.
State belli e coraggiosi.

Caspar David Friedrich - Le bianche scogliere di Rügen. (Ci sono stata!)
Un tentativo di descrivere i sentimenti con un dipinto.

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